IL SILENZIO APPARTIENE AI DISONESTI

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Niente più bavagli!

Niente più bavagli!
“Chi tace e piega la testa muore ogni volta che lo fa. Chi parla e cammina a testa alta muore una volta sola”. (Giovanni Falcone)

Un' Altra Voce per PALAGIANO e non SOLO's Fan Box

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giovedì 13 maggio 2010

PALAGIANO HA UN NUOVO PATRONO: "LA MADONNA DEI RACCOMANDATI".

didascalia della foto: "La Madonna dei Raccomandati" (Fonte: http://blog.leiweb.it/marinaterragni/2009/10/28/mi-ri-manda-picone/)

A Palagiano, il capogruppo consiliare dell’UDC, Michele Amatulli, chiede pubblicamente al Sindaco del Comune di assumere con un contratto a tempo indeterminato l’ex assessore Pasquale Rizzi, tra i non riconfermati nella Giunta comunale.
Il comunicato stampa è reperibile online.
A denunciarlo è Annalisa Chirico, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e Segretaria degli Studenti Luca Coscioni.
“Sembra una barzelletta, ma non lo è. Dato che negli ultimi anni l'occupazione abusiva delle istituzioni da parte dei partiti ha suscitato un'ondata di polemiche e, ahimè, di antipolitica, a Palagiano, cittadina già fregiata di una bella citazione sulla prima pagina de "La Casta", il capogruppo dell’UDC ha pensato bene di rendere la pratica lottizzatoria la più trasparente possibile. La trasparenza, si sa, è un principio di buona amministrazione”.
“Siamo sicuri che Michele Amatulli ha a cuore il buon funzionamento dell’amministrazione locale.”
"Piccoli aveva suggerito un contratto a tempo determinato, in attesa di un concorso pubblico che legittimi l'assegnazione di un posto fisso.
La storia è sempre la stessa – continua la giovane esponente radicale – L’amministrazione pubblica è ostaggio dei partiti, che la usano per costruire clientele e consenso in violazione della legge.
A questo punto che dire?
Consiglio anch’io al così coccolato Rizzi di accettare il contratto a tempo determinato.
Il concorso magari nel frattempo arriverà e, sono sicura, il suo posto Rizzi lo vincerà. Perché è bravo, si sa”.

Fonte: Giornale di Zona, http://www.giornaledizona.com/

martedì 4 maggio 2010

PEDOFILIA A PALAGIANO: IL FALLIMENTO DI CHIESA ED AMMINISTRAZIONE LOCALE


"E' UNO SQUALLORE CHE SI AGGIUNGE AGLI ALTRI, CONTRIBUENDO ESSI, TUTTI INSIEME, A FARCI VERGOGNARE GIORNO DOPO GIORNO, DI ESSERE CITTADINI DI QUESTO PAESE VISCIDO NEL SOCIALE, PIETOSO NELLA POLITICA LOCALE, MALEDETTO IN ECONOMIA E LAVORO, STRAMALEDETTO NELLA COMUNE PRATICA CLIENTELARE (O, MEGLIO, PARENTERALE).

QUANDO FENOMENI DI DEGRADO SOCIALE COME QUESTO COMINCIANO A DIVENTARE FREQUENTI (ricordiamo la bambina ritrovata in moto con un sessantenne che non conosceva, ricordiamo l'accoltellamento tra vecchietti in pieno mercato settimanale... ma altri scandali sono sotto la lente degli inquirenti)... QUANDO TUTTO CIO' ACCADE, GENERALMENTE CI SONO SEMPRE DUE BEN PRECISE REGIONI A SPIEGARE IL DEGRADO:

1) L'AUTORITA' MUNICIPALE STA CLAMOROSAMENTE PRECIPITANDO, IMPEGNATA COME E' A PENSARE AI CAZZI PROPRI ( si legga "poltrone" in loco di "cazzi"), PIUTTOSTO CHE ALLE PROBLEMATICHE DI UN PAESE ALLO SBANDO;

2) L' ISTITUZIONE "CHIESA", SEMPRE PIU' NOIOSA ED UGUALE A SE STESSA, NON PRODUCE I FRUTTI DELL'EVANGELIZZAZIONE, DACCHE' ASSUME MAGGIORMENTE L'ASPETTO DI UN CIRCOLO RICREATIVO, IDEATO PER TENERE COMPAGNIA A TANTE VECCHIETTE RINCOGLIONITE, BIZZOCHE O A DISPENSARE INCARICHI ONORIFICI A FRUSTRATI SIGNORI NOMINATI ORA "MINISTRI STRAORDINARI DELLA COMUNIONE", ORA "CAVALIERI DELLO ZODIACO" (di quelli che abbiamo visto sfilare, in alta uniforme da coglioni, alla Via Crucis del Venerdì Santo)."


ECCO LA CRONACA RECENTE IN MATERIA DI VIOLAZIONE DI BAMBINI:


Si parla ancora di bambini strappati all'innocenza della loro età e feriti nella loro vulnerabilità. Questa volta la cronaca ci riporta ad un caso a PALAGIANO e ad uno nel Salento.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Taranto, Pio Guarna, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica, Vincenzo Petrocelli, ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare per una 46enne di PALAGIANO (Ta).

La donna è attualmente agli arresti domiciliari, eseguiti dagli agenti della Squadra Mobile della Questura, con l'accusa di aver “venduto” la figlia tredicenne ad un anziano ultra 80enne. L'uomo si sarebbe invaghito della piccola e, previo consenso della madre, nonché in cambio di somme ingenti di denaro, avrebbe reiterato abusi sessuali nei suoi confronti in maniera sistematica tra ottobre 2009 e febbraio 2010.

Sulla madre pendono attualmente le accuse di circonvenzione di incapace, e di concorso in violenza sessuale e sequestro di persona. L'uomo è invece stato sottoposto, dallo scorso 11 marzo, agli arresti domiciliari presso una casa di riposo per anziani.
Gli agenti della Squadra Mobile hanno condotto la vittima presso una struttura protetta, per tutelarla da ogni possibile ed ulteriore ripercussione della vicenda.

Da una scuola materna di Lecce proviene l'ennesimo caso di “infanzia violata”.

Il racconto di una delle piccole vittime ha permesso di far scattare le indagini, supportate tra l'altro dall'ausilio di telecamere, che hanno apportato prove schiaccianti e inconfutabili in merito al caso.

M.C.B di 65 anni, originario della provincia di Lecce e bidello presso un asilo, con il pretesto di aiutare le bimbe, abusava di loro nei bagni della scuola materna.

Dalle prove autoctone è emerso il ritratto agghiacciante di quest'uomo che intratteneva le vittime con favole e canti e che agiva in maniera talmente rapida e subdola da rendere le bambine in completa balia del suo giogo e incapaci di comprendere l'accaduto.

Le indagini sono partite grazie alla tenacia di una delle madri che, ascoltato il racconto riportato dalla figlia, ha denunciato il fatto al comandante della stazione dei carabinieri ed ha permesso ulteriori approfondimenti sulla vicenda. Si è arrivati a definire un quadro di abusi che coinvolgeva altre piccole, con il comportamento del carnefice definito ''seriale'' dallo stesso pm.

Attualmente l'uomo è stato arrestato su provvedimento del gip del Tribunale di Lecce, Antonio Del Coco, con l’accusa di atti osceni e violenza sessuale aggravata.



La cronaca è di GIOVANNA LODATO

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lunedì 26 aprile 2010

PALAGIANO: TORNA IN SCENA LA COMMEDIA "RESSA SUONA SEMPRE 2 VOLTE"



Vorremmo dire molto, ma sarebbero parole già scritte, già lette, già ascoltate.
Per mantenere il conto di quanti palagianesi sono stati assessori nella attuale giunta, il Consiglio Nazionale delle Ricerche sta sperimentando una nuova formula algebrica, ma i ricercatori non ne vengono a capo.
Intanto eccoli "riaccasati" quelli che erano usciti di scena.
Tutti allegramente insieme nella nuova "Cascina Vianello", con tanto di scuse al compianto Raimondo.
Il pudore politico appartiene a pochi!
Per questo preferiamo, per ora (solo per qualche ora), il silenzio... proprio come si fa quando si dichiara un "lutto cittadino".
Il fantasma di una giunta morta sul nascere, riporta a galla zombie che già avevano avuto occasione di far accapponare la pelle.
Tra i tanti c'è solo un nome nuovo... dietro il quale si cela comunque uno spettro della ricorrente specie apula "dimm a cì sì figghj, ca t' dìk a cì appartìin".




domenica 25 aprile 2010

INQUINAMENTO E BAMBINI: GIA' IL 22/04 SI RIBADIVA IL CONCETTO AD UN CONGRESSO A NAPOLI


SALUTE: PEDIATRI DEL CENTRO-SUD, BAMBINI MALATI DI RIFIUTI

(ASCA) - Roma, 22 apr - Occuparsi dell'emergenza rifiuti per prevenire le conseguenze sulla salute dei bambini. I pediatri del Mezzogiorno richiamano l'attenzione sui bambini che vivono in prossimita' delle discariche e agli inceneritori, bambini su cui si accumulano nuovi fattori di rischio per la salute ancora troppo spesso sottovalutati o ignorati. Al Congresso ''Gli Argonauti XI'' dell'Associazione Culturale Pediatri (ACP) del Centro Sud, in corso al Complesso dei SS Marcellino e Festo di Napoli, oggi Anna Maria Moschetti, pediatra di famiglia ACP di Palagiano (Taranto), e Raffaele Cioffi, Dipartimento di Ingegneria dei Materiali dell'Universita' Parthenope di Napoli, parlano di ''Bonifica dei siti contaminati e trattamento dei rifiuti'' a partire dalla situazione critica della Campania.
In Italia - sottolineano i pediatri - esiste un elevato numero di siti contaminati da sottoporre ad operazioni di bonifica, considerando l'enorme quantita' di rifiuti speciali, pericolosi e non, smaltiti legalmente o illegalmente sul territorio. Si stima, infatti, che la sola gestione illegale di rifiuti determini un giro di affari prossimo a 20 miliardi di euro all'anno. In particolare, nella sola Regione Campania i rifiuti speciali smaltiti illegalmente superano i 14 milioni di tonnellate annui. A questi si aggiungono circa 8.000 tonnellate di rifiuti solidi urbani prodotti giornalmente e le enormi quantita' stoccate sotto forma di ''eco balle''.
''Il problema - spiegano Anna Maria Moschetti e Raffaele Cioffi - e' che discariche e inceneritori per le sostanze tossiche rilasciate nell'ambiente sono le pratiche di trattamento dei rifiuti piu' rischiose per la salute delle popolazioni esposte. I rischi per la salute dovuti all'inquinamento ambientale sono maggiori per le popolazioni piu' vulnerabili, primi tra tutti i bambini''.
Solo controllando le alterazioni dell'ambiente si possono evitare le malattie da inquinamento: la salvaguardia della salute deve passare attraverso la salvaguardia dell'ambiente.
Moschetti chiede dunque che ''le autorita' politiche mettano in atto ogni sforzo possibile per favorire la riduzione della produzione dei rifiuti, la raccolta differenziata, il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti''.
All'interno dell'ACP si e' formato un gruppo di lavoro denominato ''Pediatri per un mondo possibile'', attivamene impegnato sul tema del rapporto fra ambiente e salute del bambino.

giovedì 22 aprile 2010

TARANTO SI MOBILITA CONTRO IL MOSTRO ILVA


COMUNICATO STAMPA

Altamarea convocherà un'assemblea cittadina per preparare una grande manifestazione popolare davanti al Municipio di Taranto.
Una marea umana sarà la risposta di questa città al superamento del valore di legge per uno dei più potenti cancerogeni che avvelena l’aria di Taranto: il benzo(a)pirene.
La manifestazione di fronte al Municipio chiederà un’ordinanza del Sindaco.
La vecchia cokeria dell’Ilva va rottamata!
La cokeria Ilva non può più essere autorizzata nell’Autorizzazione Integrata Ambientale.
E il sindaco lo deve comunicare al Ministero dell’Ambiente.
Quella cokeria avvelena l'aria che respiriamo.
Non comprendiamo perché si rottamino le automobili inquinanti e poi si debbano respirare le emissioni cancerogene di una vecchia cokeria superinquinante.
Le centraline del quartiere Tamburi di Taranto registrano da anni ormai un costante superamento del valore di legge:

1) Tale inquinante altamente cancerogeno si trova in concentrazione altissima quando il vento soffia dall'area industriale verso il quartiere Tamburi. L’Arpa ha rilevato valori di 3,88 nanogrammi a metro cubo nel febbraio 2009 (il valore obiettivo è di 1).
Quando invece il vento soffia dal quartiere Tamburi verso l'area industriale l'inquinamento da benzo(a)pirene scende a 0,04 nanogrammi a metro cubo (uno dei valori più bassi registrati in Italia dalle Arpa Regionali fra il 2008 e il 2009).

2) E’ quindi chiarissima la provenienza industriale del benzo(a)pirene.
E' del tutto evidente che l'inquinamento da traffico non è il fattore che determina il superamento del valore di legge.

Il benzo(a)pirene proviene massivamente dall'area industriale.
A questo punto ci rivolgiamo al Sindaco, massimo responsabile della salute pubblica.
Non si può più tollerare che i bambini del quartiere Tamburi siano costretti a respirare cancerogeni per un equivalente di oltre mille sigarette anno.
Occorre un'azione drastica a tutela della salute pubblica.
Altamarea chiede al Sindaco un'azione decisa non più procrastinabile di fronte all’inquinamento della cokeria dell’Ilva di Taranto.
Tale cokeria è ancora più grande di quella chiusa a Genova per l'eccessivo impatto sulla salute degli abitanti del quartiere dei Cornigliano.
Tanti cittadini hanno espresso in questi giorni sulla pagina Facebook del sindaco la loro richiesta: subito un'ordinanza sulla cokeria.
La nostra mobilitazione aumenterà nei prossimi giorni.
Passerà da Facebook alle strade.
Diventerà una marea umana davanti al Municipio.
Altamarea fa appello a tutte le forze sociali e democratiche, a tutte le associazioni e i movimenti della città perché questa mobilitazione divenga l’espressione inarrestabile della volontà popolare.
Altamarea chiede tre cose al Sindaco:
1) un'ordinanza sulla cokeria e l'immediata installazione di sistemi di rilevazione perimetrale degli inquinanti attorno alla cokeria, in particolare analizzatori in continuo degli idrocarburi policiclici aromatici; tale sistema di monitoraggio deve avvenire immediatamente a cura e spese dell’Ilva, con la supervisione dell’Arpa Puglia;
2) l’installazione anche attorno all’Eni e alla Cementir di un analogo sistema di rilevazione a cura e spese delle aziende, sotto il controllo di Arpa Puglia, al fine di quantificarne le emissioni di il benzo(a)pirene e di definire la quota di tale inquinante emessa da ogni fonte; tale richiesta era stata fatta al Sindaco già nel 2009;
3) il risarcimento a carico dell'Ilva dei danni causati (processo parchi minerali, con condanna definitiva); su questo il sindaco non può più aspettare; aveva chiesto nel 2009 un parere al suo ufficio legale; il termine per l'azione risarcitoria scade a settembre di quest'anno.
Il tempo dei rinvii e delle attese è finito.

Altamarea torna in piazza.
Altamarea


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domenica 18 aprile 2010

ILVA: LORENZO SEMERARO SCRIVE AI GIORNALI.


Gent.mo Direttore,
leggo il suo giornale e apprendo che il comitato somministrati Ilva rivolge al Presidente Vendola un appello disperato perché possa intervenire al più presto in aiuto dei 700 lavoratori che Riva e sindacati, in concorso tra loro, hanno umiliato e offeso negli ultimi anni.
Si tratta di 700 persone che l’azienda ha sfruttato attraverso la legge 30 per garantirsi maggior profitto con minor spesa e, soprattutto, per continuare ad esercitare, attraverso i suoi “soldati” (fiduciari, responsabili del personale,capireparto e altri capetti) quel potere incontrastato che le permette di annullare il diritto e di violentare liberamente le coscienze.
Gli sforzi sin qui compiuti dal comitato somministrati non hanno portato ad alcun risultato, colpa della politica e delle deboli prese di posizione da parte di coloro che, pur avendo i mezzi per risolvere il problema, sembra vogliano continuare in un ossequioso e subdolo rispetto del potere economico e del ricatto che l’Ilva esercita sul territorio, ormai colonia dei Riva.
Dal loro canto i “tre moschettieri” di FIM-FIOM e UILM avendo giurato fedeltà al RE dell’acciaio al suo arrivo, dopo essersi sottomessi al suo volere in cambio della dignità della categoria e della stessa popolazione, oggi, pur volendo ritornare a manifestare altre intenzioni, non troverebbero la forza per imporre il riconoscimento del sacrosanto diritto di quei lavoratori.
E’ una cruda realtà, me ne rendo conto, ma con quale criterio si chiede a quei ragazzi di continuare ad aspettare una conclusione delle trattative che passano da un tavolo all’altro da tanto tempo…si consideri, inoltre, che i dipendenti stabilizzati dell’Ilva attendono da 28 mesi la firma del contratto integrativo.
I lavoratori e le loro famiglie, hanno bisogno di mangiare tutti i giorni, mentre il tempo passa e la speranza si affievolisce per i precari.
Le vertenze sindacali, i ripetuti incontri, gli interventi di autorevoli uomini politici, sin qui non hanno prodotto che altra umiliazione, pertanto, non resterebbe che agire in modo tale da costringere l’Ilva a fare un passo indietro sulle sue posizioni e a stabilizzare subito i 700. Bisogna intervenire drasticamente, presentare finalmente il conto alla famiglia Riva.
Non è possibile né degno per una società civile che si venga in casa nostra a spadroneggiare, avvelenare l’ambiente in cui viviamo, produrre ogni malattia e seminare morte impunemente. Per giunta, dopo aver battuto ogni record di produzione negli anni ed aver fatturato l’impensabile con il lavoro degli operai, si può permettere a costoro di continuare anche a snobbare il bisogno e il diritto di portare a casa un pezzo di pane?
A quei lavoratori somministrati rivolgerei l’invito a scrollarsi delle sirene degli oratori e di rivolgersi alla magistratura per chiedere e far valere i propri diritti.
D’altro canto, è evidente che sia stata ampiamente violata la legge, sia in materia di sicurezza sul lavoro, per aver utilizzato personale con scarsa informazione e formazione sulla prevenzione, sia perché ad essi, in realtà, non venivano riconosciuti il diritto alla malattia, tramutato in ferie per il timore dei lavoratori, di vedersi a termine contratto , fuori dal circuito lavorativo per sempre.
Ma questa è vecchia prassi.
Un sistema già sperimentato in passato con i contratti di formazione lavoro: “se ti ammalavi utilizzavi le ferie oppure potevi dire addio alla stabilizzazione..”.
In bocca al lupo ragazzi.

Lorenzo Semeraro-ex RSU-ILVA-TA-Presidente di LIBERA ASSOCIAZIONE METALMECCANICI


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lunedì 12 aprile 2010

ITALIANO COGLIONE PAGA, CHE LA PENSIONE SE LA CIUCCIA L'IMMIGRATO


I nostri giovani hanno perso fiducia in questo Paese che va a puttane, ed anche a trans... tanto per dimostrarci versatili ..!..!
Sui forum e nei blog si leggono tristi post di giovanissimi pronti a partire per l'Australia, la Francia, l'America... ovunque... pur di lasciare questa terra tanto seviziata, violentata e svilita senza ritegno nè pudore.
L' Italia non è più degli Italiani, ma di politici ed immigrati.
Sia i primi, che i secondi son diventati talmente abili nel fare egregiamente i cazzi loro sotto gli occhi coglionati degli italiani, che nessuno più ci fa caso!
E lo fanno anche aiutandosi gli uni con gli altri.
Con le leggi, i voti di scambio, le rappresentenze etniche nei consigli circoscrizionali, comunali, e minchiate varie.

Gli immigrati, senza aver mai versato contributi, incassano 7.156 euro l'anno.
Gli extracomunitari con carta di soggiorno fanno arrivare in città i genitori over 65 che all'Inps chiedono il vitalizio.
Tredici mensilità da 550,50 euro, mentre un modenese non ne incassa più di 500 pur avendo versato contributi per anni.
Ci sarebbe una certa preoccupazione anche a Modena per il dilagare di richieste d assegni sociali da parte di immigrati che, a quanto sembra, stanno mettendo in seria difficoltà l'Inps. Non esistono cifre precise del fenomeno a livello modenese (il fenomeno è nazionale), anche perchè i funzionari dell'ente di viale Reiter - contatti anche ieri - spiegano che dati e informazioni possono essere forniti solo dalla Direzione Generale di Roma.
Dalla capitale ci spiegano che i dati, per singole province, possono rilasciarli solo dopo una richiesta scritta all'Inps di Modena, incaricata poi di inoltrarla alla stessa Direzione Generale. Insomma, forse fra qualche mese si potrà sapere qual'è la situazione modenese sul fronte assegni sociali agli immigrati.
Ma in che cosa consiste questa richiesta da parte degli immigrati degli assegni sociali?
Le cose stanno così: gli immigrati che hanno compiuto i 65 anni e non hanno redditi oppure sono sotto la soglia dei 5mila euro annui, hanno diritto a quella che una volta si chiamava pensione sociale.
Quando gli extracomunitari regolari residenti in città o in provincia, con tanto di carta di soggiorno in regola e residenza, si sono accorti delle normativa di legge - tutto deriva dalla legge 388 del 2000 (inserita nella finanziaria 2001 dell'allora governo Amato) che ha riconosciuto l'assegno sociale anche ai cittadini stranieri - non hanno fatto altro che presentare domanda di ricongiungimento familiare e far arrivare a Modena genitori o parenti anziani.
Tra gli immigrati extracomunitari, pare che gli albanesi siano stati gli antesignani e maestri in materia.
Come funzione questa legge varata dal parlamento italiano?
L'extracomunitario regolare, dopo aver fatto venire a Modena i congiunti, manda i familiari o il familiare ultra- 65enne all'Inps.
Qui l'interessato autocertifica l'assenza di reddito oppure dichiara la pensione minima nello Stato di provenienza - che deve essere certificata - e il gioco è fatto.
L'Inps a quel punto eroga 395,6 euro al mese di assegno sociale, più 154,9 euro di importo aggiuntivo.
In totale 550,50 euro per 13 mensilità quindi 7.156 euro l'anno, esentasse.
In sostanza genitori, nonni e parenti tutti over 65 di lavoratori extracomunitari, percepiscono i 7.156 euro all'anno, senza aver mai versato alcun contributo all'Inps.
Tutto questo mentre una buona fetta di pensionati modenesi, percepisce pensioni di 500 euro al mese, meno dell'assegno agli anziani stranieri e tutto questo dopo aver versato contributi e pagato tasse per una vita.
C'è poi un altro particolare che sa tanto di beffa: se il genitore, il nonno, il parente straniero a Modena non si trova bene, può tranquillamente tornare in patria, tanto l'assegno continua a decorrere.
E nei paesi nordafricani con queste cifre si vive da "nababbi".
Ultimamente comunque sono satte adottate restrizioni e gli stranieri che beneficiano dell'assegno sociale non devono lasciare il nostro paese.
Le domande degli stranieri per l'assegno sociale sarebbero in costante aumento e vengono quasi sempre accolte dall'Inps, visto che la legge non prevede nè un minimo di versamenti e nemmeno un certo tempo di residenza.



Supercombattente83

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domenica 11 aprile 2010

LE RIFORME DEL SARCHIAPONE



"E ora, riforme condivise”.
Appena chiuse le urne delle regionali, la parola d'ordine ha ripreso a riecheggiare come un mantra dal Quirinale a Palazzo Grazioli, dal Carroccio al carretto del Pd.
Chi ha perso invoca riforme condivise.
Chi ha vinto invoca riforme condivise.
Chi ha pareggiato invoca riforme condivise.
Un po' come nel vecchio spot della domenica: “Se la tua squadra ha vinto, festeggia con Stock 84. Se la tua squadra ha perso, consòlati con Stock 84”.
Le riforme condivise sono una gag sempreverde, meglio del Sarchiapone.
Ma lasciano inevasi alcuni dettagli: riforme condivise quali? da chi? per fare che?
A questo proposito, per un supplemento di chiarezza, si sente farfugliare di “bozza Violante”. Poi per fortuna parla Berlusconi: intercettazioni, legittimo impedimento, impunità per le alte cariche e/o per tutti.
Riforme condivise, soprattutto da lui.
Per il resto le più gettonate sono tre: premierato o presidenzialismo per rafforzare i poteri del capo del governo; federalismo fiscale; superamento del bicameralismo perfetto per sveltire l'iter delle leggi.
Il mantra, per non perdere i suoi effetti magici, non prevede discussioni sul merito, anzi le esclude a priori: vietato domandarsi se davvero l'Italia soffra di un premier impotente, di regioni poco autonome e di leggi troppo rare e lente. Anche perchè, se qualcuno se lo domandasse, scoprirebbe che occorre esattamente l'opposto: levare qualche potere a un premier già abbastanza onnipotente (gli manca soltanto lo jus primae noctis, e talora nemmeno quello); riprendere il controllo delle regioni che spendono e spandono accumulando voragini di bilancio; limitare la bulimia legislativa che giustamente Calderoli ha evidenziato con il maccheronico falò delle norme inutili.
In altre parole: il premier ha troppi poteri, dunque bisognerebbe rafforzare quelli degli organi di controllo, in primis il Parlamento, ormai ridotto a obliteratrice delle fiducie e dei decreti del governo; le regioni sono troppo autonome e andrebbero riportate all'ordine con appositi commissari, possibilmente teutonici; le leggi sono troppe e, vista la loro qualità media, andrebbero frenate istituendo una terza e una quarta camera, altro che abolire il Senato.
Alzi la mano chi ricorda una riforma utile ai cittadini approvata negli ultimi 16 anni e chi non riuscirebbe a farne a meno.
Quanto alla presunta lentezza dell'iter legislativo, il lodo Alfano fu licenziato dal Consiglio dei ministri il 27 giugno 2008, approvato dalla Camera il 9 luglio, dal Senato il 22 luglio e firmato dal capo dello Stato il 23.
Tutto in 25 giorni: troppi o troppo pochi?
E ora, dicono, arriva la mitica “riforma della Giustizia”, condivisa ma anche no.
Dal 1994 a oggi la Giustizia è stata riformata fra le 180 e le 200 volte. Con i risultati ben noti.
Se provassero a non riformarla più, magari cancellando qualcuna delle 180-200 porcate, potrebbe persino riprendere un po' di vita.
Marco Travaglio

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mercoledì 31 marzo 2010

VATICANO S.P.A.


Sui piccoli schermi è l’argomento del giorno.
I giornali immolano le nove colonne della prima pagina alla spinosa questione.
A meno di non aver trascorso le ultime settimane in un rifugio antiatomico, il lettore avrà già capito dove intendo andare a parare.

La parola pedofilia si ottiene accostando i termini greci paido, bambino, e filos, affetto, amore. Sostanzialmente significa “amore per i bambini”.
Il fatto che, oggigiorno, definirsi pubblicamente “uno che ama i bambini” sortisca una reazione diversa dal dichiararsi pedofilo denota due importanti circostanze.
La prima è il pressoché totale disinteresse della popolazione per la radice etimologica delle parole correntemente in voga. La seconda è che il significato del vocabolo, in qualche epoca non meglio precisabile, deve aver subito un drammatico deturpamento.

Mentre le vittime degli abusi sessuali presidiavano i talk show svuotando il sacco, mentre ci sporcavamo i polpastrelli con l’inchiostro dei caratteri cubitali delle copertine dei giornali, e mentre piangevamo commossi dalle parole ancora tremanti di questi sfortunati, molti hanno ritenuto doveroso specificare che la Chiesa cattolica non è la sola a vantare la presenza di pedofili nel proprio organico, che le mele marce sono ovunque e, cito testualmente, "solo perché ci sono stati questi scandali non vuol dire che la Chiesa sia tutta così."

Particolarmente illuminanti le parole di una ascoltatrice di Radio 3 che, dopo una carrellata di interventi intelligenti ed imparziali, debutta sulle radiofrequenze sottolineando: "Ho ascoltato la trasmissione fin qui. Volevo solo ricordare che ci sono tanti bravi preti nel mondo e che non sono tutti pedofili. Nella mia parrocchia abbiamo preti molto attivi socialmente, che quotidianamente danno il loro sostegno alla società occupandosi delle persone più sfortunate."

La radio non ha concesso ulteriore spazio, ma in un talk show televisivo un simile exploit di saggezza avrebbe scatenato un’ovazione degli spettanti. Con tanto di primi piani sui volti più convincenti.

Ovunque lei sia, gentile signora, questo articolo è il mio personale omaggio a lei e a tutte le brave persone che la pensano come lei, ma che sfortunatamente non hanno l’abitudine di informarsi, e di attenersi al tema della conversazione quando danno fiato alle corde vocali.

E’ fuori discussione che ogni professione – ammesso che di professione si possa parlare nel riferirsi ad un reverendo – conti le sue aberrazioni, alla stessa maniera in cui non stupirebbe un’impresa – quale è, esemplificando, la Vaticano S.p.A. – che annoveri nel suo gregge alcune pecore nere.

E’ altrettanto fuori discussione che il mondo pulluli di persone altruiste ed impegnate socialmente, e che una fetta di queste riesca a far del bene senza rivolgersi ad un onnipotente amico immaginario, senza accendere candele e senza prevedere un orribile futuro per chi non oda i bisbigli di questa presenza immaginaria.

Il problema è che la conversazione verteva su altre faccende.
In sostanza, lei ha ricordato che molti sacerdoti capitanati dalla Chiesa aiutano i bisognosi e, con questo, in qualche modo ha contribuito a salvaguardare l’immagine di una Chiesa benevola ed altruista dispensatrice del messaggio di Pace – quando non sia troppo impegnata a dispensare severe ammonizioni.

Analogamente, e voglia abbonarmi il parallelo, nella Germania del dopo Olocausto qualcuno ricordò che molti ufficiali tedeschi capeggiati dalla Schutzstaffel, la milizia nazista, aiutarono i detenuti a fuggire dai campi di sterminio. Confesso che stimo la sua capacità di rilevare del sano nel putrefatto, e di giustificare il putrefatto per mezzo del sano.

E’ un paragone persino prevedibile – una reductio ad Hitlerum se preferisce – ma ritengo delinei bene il concetto. Quelli come me amano spiegare le coincidenze con la Storia, non con le storielle. Uno può dire la cosa più saggia che sia stata mai pronunciata, ma fintanto che non la misura con l’Olocausto nessuno lo ascolta davvero.

Avrà certamente prestato attenzione alle testimonianze di quanti hanno confessato di essere stati vittime di abusi sessuali da parte di sacerdoti.
Avrà pensato che tristi eventi come questi accadono da sempre, ovunque, e che sono cose già note.
Sul piccolo schermo ha visto persone perlopiù anziane, e forse l’inquadratura a mezzo busto non le ha permesso di vederne il luccicone negli occhi mentre scavavano nel passato. Probabilmente non è riuscita nemmeno ad immaginare come dovevano apparire in gioventù, questi signori, quando avevano più capelli in testa e sorridevano più spesso.

Vede, signora, ci sono cose che l’obiettivo di una telecamera non potrà mai ritrarre, ed è per ovviare a questa lacuna che esistono le persone come me.
Chi scrive cerca di evocare una precisa immagine nella mente di chi legge, ed è quello che intendo fare con lei.

Vorrei particolarmente invitarla a sforzarsi di immaginare l’espressione sul volto di questo fanciullo prosternato davanti alle brache calate del suo parroco, mentre si sfila il collarino ecclesiastico.
Ci provi, signora.
Se ha figli le sarà persino più facile figurarlo.
Immagini il primo sguardo del fanciullo alla libidine dell’uomo. La vergogna. La voglia di mettersi ad urlare. E poi i gemiti maturi che sovrastano il singhiozzo puerile. Le lacrime che non riescono ad uscire per quanto gli occhi sono serrati. La rudezza dei gesti. L’artificiosità delle parole. I sogni fanciulleschi sventrati come carcasse di animali, per sempre.

Tanto per abusare della reductio ad Hitlerum di cui sopra: la leggenda narra che, quando gli alleati giunsero a liberare Auschwitz, girando fra gli accampamenti notarono un graffito sul muro di una baracca.
A caratteri tremolanti e fuggitivi, la scritta urlava: "Se Dio esiste dovrà chiedermi perdono."

Non ho difficoltà ad immaginare che, raggiunta la maturità, i ragazzi vittime degli abusi debbano aver pensato qualcosa di simile.
Magari non l’hanno messo per iscritto – almeno non tutti – ma in cuor mio non dubito che l’abbiano pensato.
Lei probabilmente si prostra davanti a Dio ogni giorno per scampare l’inferno ma, vede, queste persone ormai l’inferno lo conservano dentro.
Le fiamme inestinguibili del ricordo bruceranno le loro budella per sempre.

Ci sono persone che dedicano il tempo che lei normalmente sperpera pregando a fare ricerche, ad informarsi, a cercare di diventare meno ignoranti.
I preti altruisti e magnanimi oggetto del suo elogio sono incardinati in una diocesi – sotto l’autorità di un vescovo diocesano o di un superiore religioso – su approvazione della Chiesa cattolica.
Questo lei lo sa benissimo perché, tra le persone intelligenti, si è soliti informarsi sul manager prima di entrare a far parte di una qualsiasi impresa.
E lei, ne sono convinto, si è informata prima di andare in giro a proclamarsi cattolica praticante.
Come ben saprà, quello stato piovra del quale la Chiesa cattolica non è che un tentacolo – il Vaticano – osserva delle sue proprie regole che non coincidono con le norme del codice civile vigenti sulla restante penisola.
Mentre quei bambini subivano le violenze di cui le ho offerto uno scorcio, il Vaticano osservava un regolamento – molto minuzioso – che indicava come comportarsi qualora fosse stata scoperta una “deformazione professionale” come quella della pedofilia.

Questo documento, che va sotto il nome di Crimen sollicitationis, fu scritto in lingua latina nel 1962 dal cosiddetto Sant’Uffizio, che lei ricorderà essere il mandante della Santa Inquisizione.
Quella sorta di pulizia intellettuale – più che spirituale – che vide morire novecentoventi innocenti in Spagna tra il 1540 e il 1700, altri novantasette a Roma tra il 1542 e il 1761, e ventinove malcapitati in Sicilia tra il 1537 e il 1618. Mi fermo, ma potrei riempire intere pagine di cifre simili, magari includendo anche le persone che furono semplicemente condannate a marcire in carcere, e non a bruciare vive come prescriveva il rituale canonico.

Il Crimen sollicitationis prevedeva il giuramento, da parte dei vescovi, di silenzio perpetuo su ogni fatto avvenuto durante un processo per pedofilia.
In sostanza, il fatto doveva restare tra le mura del Vaticano e non raggiungere mai la polizia.

Un caso americano fu particolarmente eclatante. In seguito ad uno scandalo che vedeva un sacerdote accusato di pedofilia, le autorità statunitensi inviarono una lettera al Vaticano con la richiesta di informazioni sul processato. La busta volò oltreoceano e tornò agli uffici della polizia americana praticamente intonsa. Sul fronte era stata apposta una spunta su una delle caselle, quella con la dicitura “Rejected“: rifiutato.

Perché le sia palese che non ho l’abitudine di diffondere pettegolezzi, riporto il paragrafo del Crimen in oggetto:

“Nello svolgere questi processi si deve avere maggior cura e attenzione che si svolgano con la massima riservatezza e, una volta giunti a sentenza e poste in esecuzione le decisioni del tribunale, su di essi si mantenga perpetuo riserbo. Perciò tutti coloro che a vario titolo entrano a far parte del tribunale o che per il compito che svolgono siano ammessi a venire a conoscenza dei fatti sono strettamente tenuti al più stretto segreto (il cosiddetto “segreto del Sant’Uffizio”), su ogni cosa appresa e con chiunque, pena la scomunica latae sententiae, per il fatto stesso di aver violato il segreto (senza cioè bisogno di una qualche dichiarazione); tale scomunica è riservata unicamente al sommo pontefice, escludendo dunque anche la Penitenzieria Apostolica. [ossia: tale scomunica può essere ritirata solamente dal papa, NdT]“

-tratto dal Crimen sollicitationis, paragrafo 11

Come dire: what happens in Vegas, stays in Vegas.
Il paragrafo 61 prevede che, in caso di pedofilia, al sacerdote sia riservata la massima pena, ovvero la scomunica. Il paragrafo 13 stabilisce che il giuramento di silenzio perpetuo riguardo ogni nefandezza avvenuta sia obbligatorio per gli imputati come anche – e questo è rassicurante – per le vittime dei crimini contestati e per gli eventuali testimoni.

E’ cronaca che alcuni sacerdoti accusati di pedofilia, lungi dall’essere scomunicati, abbiano semplicemente subito il trasferimento di parrocchia in parrocchia e che, una volta attirata l’attenzione delle autorità – dacché il gatto perde il pelo ma non il vizio – abbiano preferito la latitanza.

Quando, nel 2006, la BBC tentò di diffondere in Italia il noto documentario “Sex crimes and the Vatican“, che gettava luce sull’argomento, l’opera fu immediatamente censurata e, almeno all’inizio, non andò in onda.
Tuttavia riuscì a circolare mediante Internet, con sottotitoli in italiano frutto di una traduzione amatoriale. Chi non si assopì durante quel periodo ricorderà benissimo la vicenda.
Ai giornalisti della BBC venne chiesto di “chinare il capo e chiedere scusa.”

La RAI, benché inizialmente avesse fatto di tutto per impedire la messa in onda del documentario, alla fine ne acquistò i diritti e lo mandò nelle case degli italiani con Annozero. Va bene la censura, ma per accaparrarsi l’audience si fa questo ed altro.

Avvenire – il giornale dedicato a quelli che come lei, signora, sentono le voci dell’amico immaginario – riservò uno speciale approfondimento alla questione, dove tra gli altri escamotage si precisava – contrariamente a chi sosteneva che il Crimen avesse “lo scopo di coprire gli abusi avvolgendoli in una coltre di segretezza” pena la scomunica immediata – che il paragrafo 16 del documento imponeva al responsabile degli abusi di denunciarli entro un mese.
Più o meno, se mi è concesso un altro parallelismo, come la legge Italiana impone ai mafiosi di pentirsi e di consegnarsi alle autorità pena la condanna all’ergastolo. Com’è noto, i mafiosi prendono alla lettera questo consiglio, e si presentano in massa davanti ai commissariati di polizia per farsi mettere dietro le sbarre – sia pure per qualche anno, che è sempre preferibile all’ergastolo a vita. Chi commette reati, sappiamo, è sempre molto incline a confessarlo.

Avvenire non menzionava, tra le altre cose, che il paragrafo 16 specificava anche a chi doveva essere denunciato il misfatto: all’ordinario del posto o alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Non certo alle autorità locali, che avrebbero sbattuto dentro il pedofilo seduta stante, ma ad una élite che avrebbe mantenuto il “silenzio perpetuo” sul fattaccio.

Lei probabilmente no, signora, ma io ho l’impressione che le smentite, le accuse di complottismo e gli sforzi per arrampicarsi sugli specchi tentati della Chiesa cattolica rasentino il ridicolo. Sono le unghiate di una belva feroce che scava un tunnel per uscire dalla gabbia.

Alcuni dei più pericolosi pedofili col collarino sono ancora in circolazione – in qualche parte del mondo – ed ho il presentimento che la libidine non li abbia abbandonati. Quello che preoccupa davvero le persone, signora, è che il Vaticano non abbia mosso un solo dito per fermarli, o per sottoporli all’opinione pubblica.

Desidererei che tenga ben presente tutto questo mentre guarda la Santa Messa della domenica in televisione, mentre il sovrano dello stato del Vaticano alza il calice e rende grazie. Desidererei che tenga bene a mente l’espressione di goduria sul volto del sacerdote con le brache calate, mentre le lacrime scivolano sul volto del fanciullo.

La imploro a tenere presente tutto questo mentre favoreggia un’istituzione che, per il modo in cui occulta i fatti, non ha nulla da invidiare alla malavita organizzata.

"All' ombra del Castagno".

lunedì 29 marzo 2010

ELEZIONE REGIONALE, C'E' CHI SCENDE E C'E' CHI SALE



Le elezioni regionali ci hanno consegnato un Paese ancora più schierato a destra di quanto già non lo fosse prima.
Fino a un anno fa il Pdl se la faceva da padrone nel Parlamento nazionale, ma la stragrande maggioranza delle giunte regionali erano di centrosinistra.
Ora non c'è più neanche questo.
Ci avviamo verso una deriva mafioso/piduista a livello nazionale, xenofoba, clientelare e nucleare sul territorio.
Vediamo regione per regione:
Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Basilicata, Calabria, Veneto, Lombardia era scontato a chi andassero. Quello che si nota in queste regioni è l'ampissima maggioranza con cui sono stati eletti i Governatori. Considerato che quello del Veneto è un leghista (Zaia), che ha preso il 60%, prendiamo atto che la Lega nel Veneto è una valanga. Pdl, Lega e Udc insieme in Veneto hanno preso il 67%. Una percentuale bulgara. Questo significa che in Veneto non c'è più NESSUNO di sinistra, e gli elettori di destra sono felicissimi di votare un leghista. In Calabria, come preventivato, Loiero ha fatto talmente casino che non è stato riconfermato.
Caso a sé: la Campania. Vorrei lanciare un messaggio agli "amici" del Pd:
AVETE VISTO COSA SUCCEDE A PRESENTARE GLI IMPRESENTABILI ??????
Non vi è bastato consegnare Roma ad Alemanno, per avergli messo contro Rutelli?
Avete anche dovuto consegnare la Campania a Caldoro!
NON SI PRESENTANO GLI IMPRESENTABILI!!!!!!!!
Uno con due rinvii a giudizio, con un vocabolario e degli argomenti leghisti, e un populismo berlusconiano, NON E' UN CANDIDATO PRESENTABILE DAL CENTROSINISTRA!
Ben vi sta.
Italia dei Valori: adesso in ginocchio sui ceci per due ore, poi sessanta frustate autoinflitte, poi giurate su vostra madre che non appoggerete mai più candidati del genere.
Grazie a Ferrero. Gli è andata male, ma almeno ci ha provato. Fossi stato in Campania, avrei votato per lui.
Regioni in bilico:
Puglia a Vendola.
Me l'aspettavo, sono contento, adesso Nichi DEVE risolvere tutti i problemi con la giustizia e governare nella trasparenza.
Liguria a Burlando. Ci speravo. Vuol dire che il centrosinistra, almeno lì, ha tenuto.
Piemonte a Cota. Per un soffio, 9000 voti, uno 0,3%. Tragedia tripla: primo, perché Cota è un leghista, e la sua vittoria in Piemonte rappresenta lo strapotere della Lega (razzismo/xenofobia/incitamento alla violenza/antieuropeismo/secessonismo/nucleare); secondo, perché la Bresso era governatore uscente, e la sua non-riconferma rappresenta il fallimento della gestione del centrosinistra; terzo, perché il "movimento a 5 stelle" di Grillo ha preso il 4%. Alcuni di questi sono voti tolti alla Bresso. In pratica, possiamo dire che senza Grillo, la Bresso avrebbe vinto. E la cosa peggiore è che i grillini stanno lì a esultare dicendo "abbiamo vinto!".
Lazio alla Polverini.
Questo è stato il mio unico grande errore di previsione.
Il Lazio (la mia regione!) l'avevo dato alla Bonino senza patemi.
Soprattutto quando ho visto tutti quegli astenuti... ho pensato "non c'è il Pdl a Roma + tanti astenuti = gli astenuti sono gli elettori del Pdl". Sbagliato! Si sono astenuti di più gli elettori del centosinistra che non si riconoscevano nella Bonino. Avrà pesato un tot anche la campagna elettorale del Vaticano contro la Bonino.
Ma tant'è.
Mi devo sciroppare la Polverini (creatura televisiva di Floris, ricordiamo) per 5 anni.
Chi ha vinto?
Sicuramente la Lega, che ha colonizzato il Nord, ha prenotato il posto come prossimo sindaco di Milano.
Avete presente le sparate criminali leghiste come le ronde?
L'istigazione a delinquere continua dei loro comizi?
Le folli ordinanze di sindaci-sceriffi per mortificare gli immigrati?
Il processo secessionista?
Da domani, tutte queste cose saranno decuplicate.
Ha vinto anche Fini: la Polverini è della sua "corrente".
Ha vinto anche Vendola: la sua ri-elezione è un capolavoro politico: vittoria delle primarie contro l'establishment Pd, vittoria delle elezioni contro una campagna elettorale di destra piena di colpi bassi.
Chi ha pareggiato?
Berlusconi, anche se dirà che ha vinto. Formalmente ha, effettivamente, vinto; ma nel gioco di equilibri interni alla coalizione di governo, le vittorie nette di Lega e Fini lo indeboliscono.
Ha pareggiato anche Di Pietro, prendendo scoppole in Campania, Lazio e Piemonte, ma tenendo altrove.

Chi ha perso?
Il Pd (tanto per cambiare). La linea-Bersani ha fallito ovunque meno che in Liguria. E' troppo poco. Questo centrosinistra proprio non va. Se Bersani fosse una persona seria, si dimetterebbe oggi. Ma non lo farà, perché non è una persona seria.
Hanno perso, ancora, i due partiti della cosiddetta sinistra radicale (con l'eccezione della Puglia). Non sembrano più in grado di rappresentare una parte consistente di elettorato.
Ha perso anche Storace. Con la mancanza del Pdl a Roma, si pensava a uno sfondamento di "La Destra", che non è avvenuto. Tutti i voti che sarebbero andati al Pdl sono andati alla lista civica Polverini. Meglio così.
Ha perso anche Grillo, come hanno perso tutti gli oppositori di questa destra autoritaria, piduista, mafiosa, razzista e populista. Nonostante i grillini ottusamente cantino vittoria, con argomenti mastelliani.

Comunque sia, come dicevo all'inizio, l'Italia è ancora più spostata a destra di prima.
E questa non è una buona cosa.
Con l'aggravante che da oggi potranno rispolverare l'evergreen "ci vogliono gli elettori!" per giustificare le loro nefandezze.



Fonte: Pierpaolo Buzza.



domenica 28 marzo 2010

MOSCA: DUE BOMBE SULLA METRO ED E' LA CATASTROFE



Oggi 29 marzo, intorno alle 8.00 (ora locale), circa le 6.00 in Italia, un grave attentato ha segnato la città di Mosca.
Cittadini inermi che vanno al lavoro, studenti che ridono andando a scuola, uno sbadiglio, un giornale sfogliato, uno sguardo alle scarpe pulite, alla ragazza seduta di fronte. E poi l'inferno. Ma non basta: tutto questo sangue che cola... da una capitale del mondo, dall'11.9 in avanti, non è che il prologo di stermini già disegnati.


"A distanza di sei anni, tornano gli attentati terroristici nella metro di Mosca, dove stamane due esplosioni hanno causato, secondo l'ultimo bilancio ufficiale, la morte di almeno 37 persone e il ferimento di un'altra ventina lungo la linea rossa Sokolniceskaia. La linea taglia in diagonale la città da nordest a sudovest, passando sotto il cuore della capitale, a due passi dal Cremlino e dalla piazza Rossa. Gli inquirenti hanno già aperto un'inchiesta per attentato terroristico e ipotizzano che possano essere entrati in azione dei kamikaze, forse due donne. Il primo ordigno è esploso all'altezza del secondo vagone, durante la fermata, alle 07.56 (le 05.56 in Italia), alla stazione Lubianka, vicino all'omonima piazza, dove si trova la sede storica dei servizi di sicurezza, l'Fsb (l'ex Kgb): secondo l'ultimo bilancio, le vittime sono 23 e i feriti 18. Il secondo ordigno è deflagrato 40 minuti dopo alla stazione Park Kulturi, vicino al leggendario Gorki Park: 14 morti e una decina i feriti. L'esplosione ha interessato la terza vettura del treno, che andava verso la periferia, in direzione contraria rispetto al primo. Gli attentati hanno seminato il panico tra i passeggeri e nella popolazione, che ormai pensava di essersi lasciata alle spalle la lunga stagione degli attentati ceceni dei primi anni duemila. Numerose le ambulanze arrivate sul posto per i primi soccorsi. Per l'evacuazione dei feriti sono stati usati anche elicotteri. La linea interessata dalle esplosioni è stata chiusa e il traffico stradale della capitale è andato in tilt nelle zone degli attentati. "E' una catastrofe", ha detto all'ANSA il procuratore di Mosca Iuri Semin.



Fonte: ANSA."



lunedì 23 novembre 2009

RETE IDRICA E FONDI CIPE SPARITI NEL NULLA


A proposito di sprechi al Sud, ecco l'ennesima bacchettata della Corte dei Conti alla gestione dell'ex AGENSUD, già CASSA PER IL MEZZOGIORNO, dal 2003 affidata al commissario ad acta Roberto Iodice.
Nel mirino dei magistrati contabili, il 19 ottobre, sono finiti gli "interventi per il recupero di risorse idriche in aree di crisi".
A fronte di finanziamenti CIPE nel 2002 e nel 2005 pari a 567,530 milioni di €, nel Mezzogiorno "una sola opera è risultata ultimata e collaudata", mentre altre "due opere, sebbene ultimate", non sono state ancora sottoposte a collaudo.
"UNO SCENARIO DEL TUTTO NEGATIVO", secondo la Corte, che fa invece l'elogio del Centro-Nord, dove la competenza è del Ministero delle Politiche Agricole: tutti i 770 milioni di € stanziati sono stati regolermente impegnati... e la metà delle opere è già arrivata al traguardo.
L.M., Edizioni Mondadori.
AGENSUD, CASSA DEL MEZZOGIORNO, COMUNITA' MONTANE (rifiorite sotto mentite spoglie) ED ENTI VARI E PARELLELI ALLE ISTITUZIONI DELLO STATO, A COSA SERVONO? E' UN NUOVO MODO PER INVENTARSI "FALSA OCCUPAZIONE" AL SUD A DANNO DEL CONTRIBUENTE CHE VEDE SPARIRE SIMILI SOMME DI DENARI?

PATENTE E PUNTI: COME POSSO VERIFICARE?


La patente a punti è stata introdotta in Italia il 1° Luglio 2003: ad ogni titolare di patente viene attribuito un punteggio (inizialmente 20 punti), che viene decurtato in caso di infrazioni.
All'esaurimento dei punti disponibili, per conservare la patente, bisogna superare di nuovo l'esame.
COME CONOSCERE I PUNTI DELLA PROPRIA PATENTE?
Il nostro Blog intende darvi una "dritta"...
Esiste un sito da cui si può farlo: www.ilportaledellautomobilista.it
Dopo esserti registrato, potrai controllare in tempo reale il saldo dei tuoi punti.
Se preferisci usare il telefono, puoi chiamare il nr. 848.78.27.82, ma ti consigliamo di farlo solo da telefono fisso.

sabato 14 novembre 2009

INFLUENZA H1N1: PERCHE' HO DECISO DI NON FARE IL VACCINO.

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Nell’ultimo articolo sull' influenza suina abbiamo letto il foglietto illustrativo del vaccino, ne abbiamo imparato gli ingredienti principali e abbiamo visto quali sono le categorie a rischio.

Oggi tocca a me spiegarti perchè ho deciso di non fare il vaccino.
Leggi con attenzione perchè ciò che è vero per me lo è anche per tutte le persone da 0 a 100 anni che non soffrono di patologie croniche (come dicevo nell’ultimo articolo sono le uniche persone a cui consiglierei il vaccino).

Inizio dicendovi che ho 32 anni e sono in apparente stato di buona salute.
Perchè dico “apparente”?

Perchè qualsiasi persona, a cui non è stata diagnosticata una malattia, è solo in apparente stato di buona salute perchè il corpo umano è ancora così tanto complicato che non si può mai essere sicuri al 100%.

Può sembrare una precisazione banale ma fra poco vedrai che non è così.

I giornali e i Tg fanno la conta dei morti e parlano dei ritardi nella distribuzione del vaccino e quindi mi arrivano due informazioni allarmanti: le persone muoiono di Influenza A e il vaccino è fondamentale per salvarci la vita.

E questo è il pensiero che passa per la mente di milioni di persone:

"Cavolo! Come farò a sopravvivere? Si ammalano tutti intorno a me e di sicuro qualche appestato ma contagerà. Ora non esco più di casa, non mando i bambini a scuola e se tossisco corro al pronto soccorso!”

Ecco, il compito di questo post è quello di trasformare quel pensiero in questo:

"L’influenza suina è meno grave della stagionale. Sono mai entrato in panico per una banale influenza? No! Sono mai andato al Pronto soccorso per un po’ di febbre? No!” e per trasformarlo userò dati e informazioni precise e nessuna teoria complottistica.

Credo che la vera domanda da farsi sia: è mai morto nessuno, in apparente stato di buona salute, di influenza stagionale?

E’ la risposta a questa domanda che può fare la differenza perchè, se tutti sappiamo che se soffri di altre gravi patologie può bastare un po’ di febbre (suina o stagionale) a far precipitare il tutto, è questa la cosa che ci preoccupa di più ovvero stare bene e morire dopo aver contratto l’ influenza suina mentre questo non sarebbe mai successo con la banale influenza stagionale. Per farla breve la risposta è SI.
Per aver conferma ho anche chiesto al Dr. Clavenna del Mario Negri che mi ha dato delle informazioni cruciali.
Intanto vediamo come fino all’anno scorso venivano contati i morti per influenza stagionale. Prima di tutto devi sapere che il rapporto non è morti/ammalati ma è morti/popolazione totale e che per calcolare i decessi si faceva così: quante persone sono morte in Italia in un anno? 192.000. DI queste 192.000 quanti sono deceduti da Ottobre a Marzo? 100.000. E quanti da Aprile a Settembre? 92.000. Ok allora vuol dire che gli 8.000 decessiin più che sono avvenuti in inverno erano presumibilmente dovuti all’influenza stagionale. Si lo so non è un dato molto preciso ma a nessuno importava saperne più di tanto perchè nessuno fino ad oggi si è mai preoccupato seriamente dell’influenza stagionale (e ha fatto bene). Fra questi 8.000 deceduti la stragrande maggioranza è formata da persone che già presentavano altre gravi patologie ma ci sono anche bambini, ragazzi e adulti in apparente stato di buona salute. Perchè quindi non ci dicevano ogni giorno che era morto qualcuno di influenza? Perchè alla gente non interessava in quanto nessuno per fortuna gli aveva mai allarmati. Ora da qualche mese si sono messi a contare bene anche i morti per influenza stagionale e si è visto che nell’emisfero australe (dove è appena finito l’inverno) i morti di stagionale sono 13 su 100.000 persone mentre i morti di influenza A H1N1 sono 1 su 100.000. 13 volte di meno!
Ricapitolando: l’influenza stagionale è più pericolosa della suina e anche di influenza stagionale muoiono persone in apparente stato di buona salute.

Tre domande finali molto importanti.
Perchè hanno allarmato la popolazione?
Tre motivi
1. Gli interessi economici: di certo ci sono ma non credo che bastino a giustificare tutto questo allarmismo.
2. E’ un virus nuovo e poco conosciuto ed è normale che incuta un po’ di preoccupazione. Se non ci fossimo tutti preoccupati forse l’avremmo presa un pò’ troppo alla leggera e nel caso (raro) di una mutazione maligna del virus saremmo stati colti impreparati.
3. Stanno morendo persone che l’anno scorso non sarebbero morte e un po’ di attenzione se la meritano, no?
Da adesso in poi però fatevi un grosso favore: quando nei Tg parlano di morti per l’influenza cambiate canale.

Perchè ho deciso di non vaccinarmi?
Tre motivi.

1. Vi ho appena dato i numeri reali e quindi, se non mi sono mai vaccinato per la stagionale che uccide molte più persone, perchè dovrei vaccinarmi per la suina?
2. Il vaccino è stato preparato in fretta e non è quindi sicuro al 100%. Nel rapporto rischi/benefici preferisco non correre nessun rischio perchè sono in apparente stato di buona salute, mentre il rapporto è statisticamente a favore dei benefici nel caso delle persone a rischio (affetti da patologie croniche). Numeri? 1 su 100.000 rischia di morire mentre 1 su 100.000 rischia di avere un grave effetto collaterale (Vasculite (infiammazione dei vasi sanguigni che può causare eruzioni cutanee, dolori alle articolazioni e problemi renali), disturbi neurologici, come encefalomielite (infiammazione del sistema nervoso centrale), neurite (infiammazione dei nervi) e una forma di paralisi nota come sindrome di Guillain-Barré).
Inoltre nel consenso informato che vi faranno firmare dicono “L’autorizzazione di Focetria è stata rilasciata in “circostanze eccezionali”. L’Agenzia Europea dei Medicinali (EMEA) revisionerà regolarmente qualsiasi nuova informazione sul medicinale e questo foglio illustrativo verrà aggiornato, se necessario.” Ecco una conferma che il vaccino in qualche modo lo stanno sperimentando anche su di noi…
3. Se qualcosa dovesse andare storto non so se posso intentare causa al medico o alla casa farmaceutica e anche se lo potessi fare sarebbe molto difficile vincere la causa. Questo però sarà argomento di uno dei prossimi post in quanto ho chiesto consulenza ad un avvocato e vi potrò dare informazioni certe.

Mi sono preso l’influenza che faccio?
Quello che hai sempre fatto di solito. Paracetamolo (es. Tachipirina) se la febbre sale sopra i 38-38,5 gradi, se la febbre non si abbassa metti del ghiaccio sugli arti, bevi molta acqua, non mangiare porcherie (!!!) non andare dal medico e non andare al Pronto Soccorso perchè o infetti tutti o ti infettano gli altri. Evita il contatto con gli altri per circa sette giorni e non ti azzardare a prendere farmaci antivirali se non te li ha prescritti il medico. Sta attento solo ai sintomi repiratori e solo nel caso ci siano serie difficoltà a respirare (evenienza rarissima) vai al Pronto Soccorso.

Insomma come dicevo nel post “Influenza suina: cose da evitare” : “In questo momento solo una cosa è sicura sull’Influenza A: è meno pericolosa di quella stagionale. Ripetete quest’ultima frase dalle 10 alle 100 volte ogni giorno in modo da contrastare gli effetti nocivi dell’informazione allarmistica italiana e mondiale.”

Credo di aver risposto a molte domande importanti ma se avete qualche dubbio chiedete pure nei commenti. Lunedi’ risponderò ad un altro paio di domande frequenti e poi basta per un po’ ché mi sono stancato.

Ultim’ora: dicono che dovremo farci il vaccino per evitare che il virus resti in circolazione e si possa “mescolare” con quello dell’aviaria. Questa cosa non è nuova e neanche impossibile ma perchè la dicono solo adesso ovvero quando hanno capito che l’influenza non sta facendo abbastanza paura da costringerci ad una vaccinazione di massa? E’, per me, la conferma che hanno paura di non riuscire a smaltire le enormi scorte di vaccino e si stanno inventando di tutto pur di vaccinarci.

Dr. Daniele Aprile (Psiche e Soma)