IL SILENZIO APPARTIENE AI DISONESTI

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Niente più bavagli!

Niente più bavagli!
“Chi tace e piega la testa muore ogni volta che lo fa. Chi parla e cammina a testa alta muore una volta sola”. (Giovanni Falcone)

Un' Altra Voce per PALAGIANO e non SOLO's Fan Box

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martedì 5 maggio 2009

IL LODO VERONICA



L’improvvisa comparsa dell’avvocato Ghedini sulla scena del divorzio preannuncia avvincenti sviluppi nella guerra dei Roses brianzola.
E’ allo studio un Lodo Veronica in 4 articoli che verrà tosto comunicato al ministro Al Fano e all’occorrenza spiegato con l’ausilio di disegnini, dopodichè sarà sottoposto alle opposizioni per il necessario dialogo bipartisan:
“1) Le cause di divorzio che coinvolgano le quattro alte cariche dello Stato sono sospese fino alla scadenza dei rispettivi mandati, sospensione prorogata in caso di passaggio da una carica all’altra; la sospensione non vale in caso di divorzio attivo (alta carica che molla la moglie), ma solo di divorzio passivo (alta carica mollata dalla moglie).
2) Vietato divorziare in prossimità di elezioni di ogni ordine e grado: ogni causa avviata nei 40 giorni precedenti il voto è da considerarsi nulla e mai più reiterabile.
3) Le cariche di cui all’art. 1 sono dispensate dal divieto di frequentare ragazze minorenni; anzi, se lo fanno riceveranno la comunione direttamente dalle mani del Santo Padre (previa deroga ai Patti Lateranensi).
4) Le notizie sulla vita privata delle quattro cariche sono coperte da segreto di Stato e punite con severissime pene detentive, eccezion fatta per quelle commissionate dalle cariche medesime per autoritrarsi in idilliaci quadretti familiari; il gossip può invece proseguire serenamente sulle testate di proprietà di una delle alte cariche quando riguardi privati cittadini o esponenti dell’opposizione (vedi caso Sircana o bacio tra Di Pietro e un’amica).
5) Io so’ io e voi nun siete un cazzo”.


Zorro, l'Unità del 5 maggio.

giovedì 30 aprile 2009

NELLA CONTEA DI PALAGIANO E' ARIA DI FARWEST: CERCASI SCERIFFO!


PALAGIANO - Bruciato l’autocarro di un imprenditore edile.

E’ accaduto nella tarda serata di ieri nel centro abitato e precisamente in via Pigafetta. All’improvviso le fiamme hanno avvolto il mezzo che è di proprietà del quarantaseienne A.N. Erano da poco passate le 23 quando il costruttore ha lanciato l’allarme.
Sul posto sono intervenuti subito i vigili del fuoco del distaccamento di Castellaneta e i carabinieri della locale caserma e del Nucleo radiomobile della Compagnia di Massafra.
Si sono vissuti muniti di paura in quanto il fuoco, dopo aver divorato l’autocarro, con le sue lingue ha lambito la facciata di un edificio che è rimasta danneggiata.
L’intervento dei pompieri ha evitato che l’incendio causasse danni maggiori.
Gli investigatori dell’Arma diretti dal capitano Lorenzo Ceccarelli stanno lavorando per scoprire gli autori del pesante atto intimidatorio e per accertare il movente.
Non è escluso che alla base ci sia la mano di taglieggiatori anche se i carabinieri battono le piste che conducono ai contrasti di natura personale.
Certo è che l’attività svolta dal proprietario del mezzo finito nel mirino fa pensare più ad una pista legata alla sfera professionale. Imprenditori e commercianti di Taranto e provincia continuano a finire nel mirino della criminalità.
E proprio a tal proposito per lunedì prossimo il procuratore Franco Sebastio ha convocato un vertice a Palazzo di Giustizia. Faranno il punto della situazione i rappresentanti della polizia, dei carabinieri, della guardia di finanza e della polizia municipale.
Saranno messi a punto i provvedimenti da adottare per contrastare una criminalità che si fa sempre più agguerrita.
Magistratura e forze dell’ordine sono pronte, quindi, ad adottare la linea dura per garantire la sicurezza ai cittadini.

Taranto Sera del 28/04/2009

mercoledì 29 aprile 2009

CHIATONA: DIAMO COLORE ALLA CACCA

MASSAFRA-PALAGIANO - Via le scritte, spazio ai murales.
Sabato 9 maggio prossimo a Marina di Chiatona ci sarà una manifestazione per ripulire le pareti del sottopasso.
Si tratta di una iniziativa che, proposta dall’associazione culturale “Sud Fondation” di Palagiano è stata accolta dalle amministrazioni comunali di Massafra e di Palagiano competenti su quella fetta di territorio.
“L’intento è quello di evitare che le scritte riappaiano subito dopo la pulizia dei muri” ci riferisce l’assessore alla Fascia Costiera, Raffaele Gentile di Massafra.
I writers, o più comunemente graffitari, copriranno con dei murales a tema le scritte che attualmente degradano le pareti del sottopasso.
Il tema è quello dell’estate e del mare.
Colori come l’azzurro ed il giallo andranno ad animare le grigie pareti del sottopasso. “Un’esperienza che si è rivelata positiva” commenta Cosimo Sasso, presidente della Sud Fondation e già autore di un intervento simile allo stadio di Palagiano.
“Per quattro anni consecutivi - racconta - abbiamo messo in atto una manifestazione che si è dimostrata efficace. L’abbiamo ripetuta anche a Gioia del Colle”.
Il protocollo d’intesa tra i Comuni c’è già, ora si passa alla fase organizzativa.
Sasso annuncia un evento d’eccezione grazie anche alla presenza di uno tra i più famosi writer europei, Andrea Wany, già autore di vere e proprie mostre a Londra.
L’iniziativa si svilupperà dalle prime ore del pomeriggio fino a tarda sera con concerti di musica hip hop.
I writers in gara arriveranno da tutto il sud Italia e per i vincitori sono previsti premi in denaro offerti dalle due amministrazioni comunali.


Taranto Sera del 27/04/2009

martedì 28 aprile 2009

ABRUZZO: MISS TERREMOTO e BUFFONATE VARIE


Finalmente qualcuno comincia a contestare Al Tappone per l’indecente gestione propagandistica del dopo-terremoto in Abruzzo (dopo l’indecente non prevenzione pre-terremoto).
Uscendo coraggiosamente dal Truman Show della Televisione Unica, alcuni sfollati iniziano a domandarsi che senso abbia lasciar trasformare le rovine dell’Aquila e dintorni in un set cinematografico per le passeggiate del Cainano e della sua corte.
Il defilè di gerarchi e gerarchesse sulle macerie, il Consiglio dei ministri all’Aquila, il 25 Aprile a Onna, e prossimamente il Primo Maggio dei sindacati di nuovo all’Aquila e l’immancabile G8 (inizialmente promesso ai napoletani, poi ai sardi, ora agli abruzzesi: avanti i prossimi).
Si spera che qualche partito di opposizione, casomai ve ne fossero, raccolga il malcontento che sta montando nelle zone terremotate indipendentemente dalle istigazioni di Vauro e Annozero. Altrimenti quello è capace di dirottare sull’Abruzzo anche le selezioni di Miss Italia e di Miss Muretto, lo Zecchino d’Oro, il Festival di Sanremo, il Grande Fratello, la Fattoria e l’Isola dei Famosi.
L’altro giorno, a Napoli (altro set d’eccezione per le esibizioni del Presidente Partigiano travestito da spazzino), due giovani abruzzesi l’hanno accolto in Prefettura al grido di “Non venire più in Abruzzo, ci stai rovinando”.
I due, scampati al sisma, nulla hanno potuto contro la Digos, che li ha prontamente identificati. Ma alla fine li ha dovuti rilasciare perché “privi di precedenti penali”.
Peccato: bastava un solo precedente, e il Cainano li avrebbe messi in lista per le Europee.
Zorro, l'Unità 28 aprile 2009.

FOGNA A CHIATONA


MASSAFRA-PALAGIANO - Giornata topica quella del prossimo 5 maggio quando a Bari, presso la sede centrale dell’Acquedotto Pugliese, si decideranno le sorti del depuratore di Chiatona. L’impianto, fatto realizzare negli anni ‘90 grazie a fondi Cipe destinati al disinquinamento del Golfo di Taranto, non è mai entrato in funzione ed a distanza di vent’anni dalla sua costruzione, oggi, risulta inadeguato alle norme in materia di tutela ambientale.
Da qui la necessità di ristrutturarlo e metterlo a norma.
Ma per farlo necessitano ingenti somme, più di trecentomila euro, di cui l’amministrazione comunale di Palagiano (competente per territorio) non dispone.
Sono ormai cinque anni che si continua a parlare di questo impianto nell’attesa e nella speranza dei residenti (quelli stagionali ma soprattutto quelli fissi) dell’area marina che abbraccia i due Comuni di Massafra e di Palagiano.
L’impianto, infatti, andrebbe a risolvere il problema igienico-sanitario di entrambe le fette di Chiatona.
L’idea ora è quella di lasciare la gestione del depuratore all’Acquedotto Pugliese e di chiedere il finanziamento per l’adeguamento all’Autorità di bacino.
L’istanza è già stata avanzata dal sindaco di Palagiano, Rocco Ressa che per il 5 maggio attende una risposta.
In quella occasione, infatti, l’Aqp dovrebbe presentare il progetto preliminare in cui definisce modi, tempi e costi di intervento.
Lo studio sarà quindi posto al vaglio dell’Ato per l’ottenimento del finanziamento.
Intanto i residenti, riuniti nel comitato Pro Chiatona, attendono speranzosi che, questa, sia la volta “buona”.
Da vent’anni vivono nel disagio di dover convivere con gli autospurgo e nella speranza di poter, un giorno, ridurre i costi di smaltimento dei reflui.
Intanto, però, registrano qualche dato in positivo.
Nella zona di Palagiano già dalla prossima estate sarà messo in funzione l’impianto della rete idrica; è in atto un intervento di pulizia dei siti ed è stato attivato il numero verde 800.539.316 per la raccolta dei rifiuti ingombranti nell’area di competenza massafrese.
Infine sarà realizzata la pubblica illuminazione.


Maria De Bartolomeo, Taranto Sera.

lunedì 20 aprile 2009

TUTTI ABBIAMO PAGATO IL "PIZZO" PER LA DIOSSINA, MA NON LO SAPEVAMO: lo racconta Carlo Vulpio.


Oggi vi raccontiamo una cosa che probabilmente, ancora per molto tempo, non leggerete su nessun giornale, che non ascolterete su nessuna televisione e su nessun canale radio.
Vi parleremo di un fatto che, invece, una informazione libera e responsabile dovrebbe titolare a nove colonne sulle sue prime pagine o dovrebbe dare come prima notizia nei telegiornali e radiogiornali.
Oggi noi vi parleremo di Taranto.
Taranto, si è scoperto qualche tempo fa, è la città più inquinata d'Europa per emissioni industriali.
Taranto produce il novantadue per cento della diossina italiana.
Taranto è ammorbata da sostanze cancerogene teratogene come gli idrocarburi policiclici aromatici, come il mercurio, l'arsenico, il piombo, tutte sostanze che vengono dalle sue principali industrie che non sono industrie di poco conto, ma sono industrie che si chiamano Ilva, la più grande acciaieria d'Europa, che si chiamano Eni e la sua raffineria, che si chiamano Cementir, laddove si produce cemento.
Queste tre industrie, che sono le più grandi, oltre che ammorbare Taranto e a contribuire in maniera pesante all'aumento dei tumori, delle malattie leucemiche, quindi ad uccidere i tarantini come mosche, non pagano l'ICI al comune di Taranto fin dal 1993, anno in cui l'imposta comunale sugli immobili venne istituita per legge.
L'Ilva, per esempio, ne paga solo una parte, circa tre milioni e mezzo, l'Eni non paga circa sette milioni di ICI ogni anno, la Edison, altra industria, non paga due milioni e duecentomila euro l'anno di ICI.
Poi c'è la Cementir che non paga circa centomila euro l'anno, ma questa somma, rispetto alle altre, rischia soltanto di apparire una multa un pochino più salata.
In quindici anni, fino al 2007, tutte queste industrie non hanno pagato complessivamente centosettantadue milioni di ICI fra imposte, interessi e sanzioni.
Questo significa che ogni tarantino ha pagato ottocentodieci euro a testa, quello che potremmo tranquillamente chiamare il “pizzo” che la città di Taranto ha pagato a questi, diciamo, nuovi Casalesi?
Le cose sconvolgenti sono due: la prima che questa ICI non verrà più pagata per il suo ammontare perché dieci anni, dal 1993 al 2002, sono coperti dalla prescrizione, cioè di questi 172 milioni, all'incirca 120 milioni, non potranno più entrare nelle casse del comune di Taranto.
La seconda cosa sconvolgente è che per la prima volta, dopo quarantotto anni, la nuova giunta comunale che si è insediata a Taranto diciotto mesi fa, anche per merito di un nuovo assessore, una signora che si chiama Fischetti, che è un tecnico prestato alla politica proveniente dall'Agenzia delle entrate, ha disposto assieme al sindaco Stefàno un accertamento fiscale.
Ma ci viene da ridere, scusate, perché abbiamo scoperto che questa è la prima ispezione fiscale che ha subito l'acciaieria più grande d'Europa in cinquant'anni ed è la prima ispezione fiscale che hanno subito anche le altre industrie di cui stiamo parlando.
Noi abbiamo anche scoperto che questo è accaduto per una ragione molto semplice: fino all'anno scorso, il servizio dell'ICI è stato appaltato a una società di Taranto che si chiama Emmegi s.r.l., che sta per Mimmo Greco, titolare di questa società, che simpaticamente a Taranto chiamano il papa.
Questa società ha riscosso per conto del comune l'ICI.
Come mai non ha fatto nessun controllo?
Questa è una bella domanda che tutti dovremmo porci, perché intanto l'ICI è una tassa che si autocertifica, quindi cosa facevano queste industrie?
Autocertificavano l'ICI che passavano alla società che aveva appaltato il servizio e che questa, a sua volta, girava pari pari al comune di Taranto.
Mai nessun controllo e poi si scopre, per la prima volta, che vi è questo grande ammanco.
Un'altra cosa molto grave è che la città di Taranto è il comune che ha fatto registrare in tutta la storia d'Italia il più grande buco finanziario: ha dovuto dichiarare fallimento per l'astronomica cifra di un miliardo e duecento milioni di euro.
Voi capite bene come, andando a scovare fatti come questo, si capisce un po' meglio perché un comune fallisca.
Tutto questo è davvero allarmante, però noi abbiamo voluto dirvelo perché io, facendo il giornalista, ho scritto un'inchiesta su tutto questo, e sto aspettando, d'accordo col mio giornale, che l'inchiesta venga pubblicata.
Non credo che ci saranno ragioni per non pubblicarla, però siccome l'interesse pubblico di questa cosa è molto alto e siccome questo servizio è già da tempo realizzato, è stata una bella idea quella di venire qui con Daniele, che in questo momento mi sta inquadrando e sta ascoltando le cose che io dico, sotto il cavallo della Rai, perché questo splendido esemplare di equino possa correre e sbizzarrirsi libero per i prati, come dovrebbe essere l'informazione pubblica, a cui tanto noi teniamo, compresi i nostri colleghi direttori dei telegiornali della Rai, Mediaset e di La7, che tutti quanti insieme potessimo un giorno raccontare al mondo com'è che Taranto, che è in Italia e in Europa, sia la città più inquinata d'Europa per emissioni industriali e com'è che soltanto a Taranto vi possa essere un quartiere come il Tamburi, chiamato il quartiere dei morti che camminano, perché l'esempio di un sobborgo industriale di una città sulla quale poi è sorta l'industria come neanche, forse, in Pakistan accade, non è una mia battuta.
Sono sicuro che questa storia la ascolterete nei telegiornali, la vedrete sui giornali e la sentirete anche in radio.

di Oliviero Beha.

Guardiamoci questo video:

giovedì 16 aprile 2009

CITTADINO SCRIVE A DIRETTORE "TARANTO SERA", IL DIRETTORE RISPONDE, PALAGIANO SI DOMANDA.


DA "TARANTO SERA" DEL 14 APRILE 2009.

UN CITTADINO SCRIVE AL GIORNALE:
Gentile direttore, ho letto con rabbia la notizia sul prossimo aumento delle tasse sui rifiuti.
Non mi stupisco del fatto che i comuni, Taranto in testa, non abbiano raggiunto le percentuali prefissate per la raccolta differenziata vista la cattiva organizzazione in fatto di pulizia.
Ma non mi sembra giusto che a pagare due volte siamo sempre noi cittadini.
Perché paghiamo già lo scotto di strade sporche e cassonetti pieni.
Poi, visto l‘aumento dell’ecotassa a carico dei comuni, non ci vuole molto a capire che questo sovrappiù andrà a finire negli importi della Tarsu.
Insisto. Non mi sembra giusto.
Mi preme sottolineare come è una questione soprattutto di civiltà.
Per questo devo dare anche la colpa a qualche tarantino.
Ma soprattutto a chi gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti e ai Comuni che invece che incentivare i cittadini ad essere più civile spesso danno il cattivo esempio.
Che dire delle isole ecologiche?
Anche queste partite bene sono rimaste inutilizzate per lunghi periodi?
Nè credo che servirà questa penalità da pagare a stimolare un nuovo corso in fatto di rifiuti. Servirà semmai a renderci più poveri.
Lettera firmata Taranto.


IL DIRETTORE RISPONDE:
Gentile lettore, purtroppo anche in fatto di raccolta differenziata dei rifiuti i comuni ionici hanno collezionato un altro record, in negativo.
Non c’è da rallegrarsi, ha ragione.
Nè da andare fieri se solo due comuni su ventinove del tarantino (Palagiano e Monteparano) salvano l’intera provincia dalla figuraccia dell’en plein.
Magra consolazione: forse ce la fa anche Manduria a raggiungere la percentuale del 20% alla scadenza del primo maggio.
Le tasse, quelle sì, sono invece sempre puntuali.


PALAGIANO SI DOMANDA:
Se ci siamo fortunatamente e sapientemente distinti, rispetto agli altri comuni ionici, per essere stati più scrupolosi ed attenti ai differenziati, per quale motivo con delibera n. 33 del 03.03.09 la Giunta Municipale di Palagiano ha determinato la tariffa rifiuti per l’anno 2009, prevedendo un aumento della stessa rispetto al 2008 di circa il 35-36% per le utenze domestiche?
Il provvedimento del Comune di Palagiano (35-36% di aumento), che è un bel "taglione" sulle teste dei palagianesi, è in CONTRADDIZIONE con la condotta tenuta dalla cittadina, con le dichiarazioni di Lettore e Direttore ed i risultati del monitaraggio, che esprimono plauso alla comunità palagianese?

DEL MISTERO DEI "MISTERI" ECCO LA VERSIONE DATA ALLA STAMPA:

PALAGIANO - Sembra non si sia trattato di un black-out tecnico improvviso, ma di un atto di vandalismo quello che venerdì sera ha lasciato al buio quasi tutta Palagiano durante la Processione dei Misteri. Una processione interparrocchiale, particolarmente sentita dai palagianesi che vi partecipano numerosissimi.
”Nell’intera mattinata del venerdì, infatti, squadre di tecnici avevano opportunamente provveduto ad effettuare i sopralluoghi e le manutenzioni necessarie affinché l’impianto della pubblica illuminazione potesse perfettamente essere in funzione in serata, con la particolare occasione della Processione dei Misteri” - hanno fatto sapere dal Comune, attraverso un comunicato stampa -. All’imbrunire, con l’approssimarsi della partenza della processione, la scoperta che l’impianto di illuminazione tardava ad entrare in funzione; venivano immediatamente allertati i tecnici comunali affinché provvedessero in tempo reale a porre rimedio a quello che, inizialmente, si pensava essere un improvviso guasto. Lo stesso sindaco, inoltre, abbandonava la processione per recarsi nei pressi delle centraline di zona a verificare il lavoro svolto dai tecnici; tuttavia, giunti sul posto, tecnici e sindaco verificavano che nelle centraline erano stati tranciati i fili elettrici e resi praticamente inutilizzabili gli impianti di controllo”.
”Perfettamente comprensibile lo stato d’animo del primo cittadino di Palagiano a fronte di un gesto che, senza alcuna giustificazione, ha ferito uno dei momenti più partecipati e sentiti dell’intera comunità palagianese - prosegue il comunicato -. Inoltre, oltre allo svolgimento della processione, tale gesto inconsulto poneva dei problemi di sicurezza con tre quarti della cittadina completamente al buio; a tale proposito, soprattutto per evitare spiacevoli inconvenienti, il sindaco ha provveduto immediatamente ad allertare le Forze dell’Ordine chiedendo, in attesa del ripristino dell’impianto di illuminazione, il rafforzamento della presenza di pattuglie dei Carabinieri sul territorio”.
Sulla vicenda indaga la locale stazione dei Carabinieri. Indignazione per l’accaduto è stata espressa dal sindaco Rocco Ressa mediante un manifesto pubblico. ”La vergogna invada coloro che pochi minuti prima della processione del venerdì Santo, sapendo come e dove, hanno tranciato i cavi della pubblica illuminazione lasciando al buio le vie dl paese lungo le quali avrebbe transitato il popolo di Dio in preghiera”.
Così si legge nel manifesto: ”Tali atti delinquenziali non intimoriscono l’Amministrazione che unita risponderà affinché siano messi al pubblico ludibrio i responsabili di questo e dei tanti atti vandalici che si sono succeduti negli ultimi tempi - promette il primo cittadino -. Dell’accaduto sono state interessate le Forze dell’Ordine che per il tramite dei nuclei di investigazione cercheranno di risalire ai responsabili dell’accaduto”.
”Colgo l’occasione - ha sottolineato il sindaco - per ringraziare i tanti cittadini che, illuminando le vie del paese, hanno reso dignitoso il percorso del passaggio del Cristo morto”.
Antonella Ricciardi, Gazzetta del Mezzogiorno.

mercoledì 15 aprile 2009

MISTERO SULLA PROCESSIONE DEI "MISTERI": GESU' MORTO BRANCOLA NEL BUIO.


Strana vicenda....
Che idea si sono fatti i nostri lettori?
La nostra Redazione resta basita e perplessa.
Al buio completo solo le vie interessate dal percorso della processione...
La popolazione s'interroga.
Il Sindaco risponde con un pool di investigatori.
Cosa sta succedendo a Palagiano?
E' terrorismo politico o strategia della tensione?

GENCHI (Il collaboratore di DE MAGISTRIS) VITTIMA DEL DADAISMO GIUDIZIARIO.


Il Riesame ha annullato i due decreti di sequestro dei computer di Gioacchino Genchi, l’ex consulente di De Magistris indagato a Roma e perquisito dal Ros per abuso d’ufficio, accesso illegale a sistema informatico, violazione del segreto di Stato e dell’immunità parlamentare. Crolla così miseramente l’iniziativa dei procuratori aggiunti Nello Rossi e Achille Toro, che aveva portato al linciaggio di Genchi (Gasparri ne aveva addirittura chiesto l’arresto).
Le motivazioni non sono ancora note.
Ma l’avvocato Fabio Repici ha dimostrato che i reati contestati sono puro dadaismo giudiziario.
Accesso abusivo all’Agenzia dell’Entrate: non era abusivo perché autorizzato da vari pm. Acquisizione di tabulati “riconducibili a parlamentari” senza il permesso del Parlamento: per sapere che un telefono è riconducibile a Tizio o Caio, bisogna acquisirlo.
E ad acquisirlo non è il consulente, ma il pm.
E l’autorizzazione delle Camere è richiesta per usare i tabulati nel processo, non nelle indagini.
E i tabulati non erano riconducibili a parlamentari: quello di Mastella era intestato alla Camera e al Dap, quello di Minniti a un tizio di Treviso, quello di Pisanu a tale Stefania I., quello di Loiero non era coperto da immunità perchè Loiero non era parlamentare.
Quanto a quelli dei servizi segreti, non sono coperti da alcun segreto.
In ogni caso non si vede che c’entri la Procura di Roma con un signore che vive e opera a Palermo.
Si spera che il Riesame chiuda l’ennesima pagina nera della giustizia italiana sul caso Catanzaro.
E che qualcuno, magari, torni a occuparsi del caso Catanzaro.

Zorro, L'Unità, 11 aprile 2009.

lunedì 6 aprile 2009

UN PENSIERO ALL' ABRUZZO ED ALLA SUA GENTE

Non mi va di dire molto sull’argomento.
Non c’è niente che possa dire senza che risulti stupido o banale.
Vi segnalo solo alcune cose che forse vi interesserà leggere:

Earthquake - Ultimi terremoti in Italia: per farvi un’idea del numero e della portata delle scosse.

Prevedo un terremoto. E un ricercatore scatena la psicosi tra l’Aquila e Sulmona: Articolo apparso sul Corriere della Sera il 1 Aprile in cui un ricercatore annunciava il sisma.

Tre ore da incubo sotto le macerie. Salvato dai cittadini, a mani nude: da cui riporto
"I soccorsi sono arrivati dopo più di tre ore [...] questa è una città piena di caserme eppure mi hanno tirato fuori i cittadini scavando a mani nude.
Le scosse andavano avanti da dicembre, dice Lucia Di Cicco, 27 anni [...] da mesi non dormivamo più."

Questo blog non pubblicherà altri articoli per qualche giorno ancora.
Forse per noi la vita va avanti come al solito oggi.
Ma per molti no.

Uniti a Liliansi della redazione di C.Web

giovedì 12 marzo 2009

Il Miracolo Berlusca: Ecco, questa sarà la Casa del Padre!


Il premier ha annunciato: "Venerdì faremo il provvedimento sul piano casa che avrà effetti straordinari sull'edilizia".
Ed ha ribadito la contrarietà nei confronti dei "catastrofisti e dei profeti di sciagura", perché, per uscire dalla crisi, "bisogna essere ottimisti.
Con il pessimismo si fa soltanto il male dei cittadini", ha concluso.
Riferendosi al piano per la casa, ha annunciato che "Saranno le singole Regioni che dovranno valutare il provvedimento", ribadendo subito che "non ci saranno rischi di abusi perché tutto quello che si farà è in aderenza e in continuazione di case esistenti, quindi nelle zone che sono previste dal piano regolatore".
Ma che cavolo vuol dire?

Entrando nel dettaglio sul contenuto del provvedimento, Berlusconi ha spiegato che il piano consentirà "a chi ha una casa e che, nel frattempo ha ampliato la famiglia perché i figli si sono sposati e hanno dei nipoti, di aggiungere una stanza, due stanze o due bagni con servizi annessi alla villa esistente"… ripetiamo “alla villa esistente!!!”… parole sue… Dio Santo!

Ma gli italiani sono tutti proprietari di ville?

L’italiano medio abita in una villa?

I giovani, con il lavoro precario, quelli che fanno mutui trentennali (quando riescono ad ottenerli) per acquistare un bilocale, quanto sono lontani dal pensiero ad una villa?

Berlusconi ha spiegato che questo piano "serve per smuovere l'economia e l'edilizia, da sempre ferme e impastoiate da mille burocratismi", sottolineando, ancora una volta, che i rischi di abuso non ci saranno perché tutto ciò che verrà fatto "avrà una vidimazione sotto la responsabilità dei progettisti".
La manovra consente in pratica un aumento della cubatura degli immobili.
Il via libera sarà dato al patrimonio edilizio esistente, sia residenziale che commerciale, con un incremento di circa il 20% della cubatura esistente; nel caso di abbattimento e ricostruzione i valori salgono sino al 30% per edifici obsoleti e se la ricostruzione ed il risanamento "riesce ad inglobare anche l’utilizzo di una ecologia ecosostenibile" la percentuale arriva al 35%.
L'unica nota positiva dunque è che viene favorita la bioedilizia ed il risparmio energetico che, se approvata la normativa, avrà numerosi incentivi.

Ma si poteva investire su questi settori anche senza aprire il varco agli "abusi legalizzati"?

Una liberalizzazione che ha sapore di condono imbrattato dalla volontà di rendere le nostre città vivibili, nel rispetto dell’ambiente e dell’uomo (forse!).
Una norma che abbatterebbe le lungaggini ed i tempi per costruire, giacché la pratica sarà attivabile in casi di urgenza.
Un architetto oppure un ingegnere, su incarico privato, dovrebbe sostituirsi agli attuali uffici comunali di edilizia, dichiarando la necessità dell’intervento e soprattutto l’urgenza.

Ma ci rendiamo conto?

Al diavolo le regole dunque...ognuno di noi, chiamando un tecnico compiaciuto, potrà richiedere aumenti di volume costruito, forma dell'immobile, fare superfetazioni, ecc... l’importante sarà “pagare una buona parcella” al progettista!

In barba alla tutela del paesaggio, in barba ai regolamenti edilizi...
ma Lui è il fautore delle "LIBERTA'", ogni genere di libertà.
Purtroppo la notizia recente è davvero sconfortante!
Come si può parlare con una tale superficialità di un argomento così delicato e proporre norme che chiaramente renderanno gli abusi sul paesaggio una pratica comune e conveniente!
Una legge che, se venerdì sarà approvata, muoverà molto denaro e servirà molto a chi ha soldi sporchi e non sa come investirli, di questi tempi....
E il patrimonio monumentale e storico?
E i centri storici, che ora sono vincolati "ope legis"?
La mattina dell’ 8 marzo scorso si è parlato chiaramente di "deroga" ai Piani Regolatori, poi, nel pomeriggio stesso, come al solito, Berlusconi ha corretto il tiro...secondo una tecnica ormai collaudata, in modo che gli altri preferiscano il male minore.
Si potrà demolire gli edifici, "realizzati prima del 1989" (per il crollo del Muro di Berlino, oppure magari è la data di costruzione di Villa Certosa??), se non sottoposti a uno specifico vincolo di tutela...
Stiamo arrivando alla celebrazione di un vero "Stato mafioso", altro che Libertà...
Qui c'è la libertà del forte e del ricco, cioè di coloro che potranno "comprarsi" un professionista, e magari anche il tecnico o il dirigente comunale che avrà la sub-delega alle autorizzazioni paesaggistiche...

Certo che non ci saranno "abusi": basterà cancellarne il concetto, e gli abusi "scompariranno" d'un soffio. Come sono stati cancellati altri reati.
Compiremo l'ennesimo assassino ai danni del paesaggio italiano, al posto di sostenere le pratiche di "riuso edilizio", di ripensare le periferie urbane, di imporre il restauro conservativo per gli immobili d'epoca (che possono benissimo essere adeguati agli standard di risparmio energetico senza essere demoliti).
Dovremmo scendere tutti in piazza, ma temo che in questo regime televisivo stiamo ancora dormendo...
Che l'idea non sia affatto ottima lo dimostrano le preoccupazioni espresse da architetti e urbanisti di valore, Cervellati per fare solo un nome.
La speculazione è una delle cause per le quali il prezzo delle case in Italia è alto... al confronto di Francia e Germania.
Se si vuole "rilanciare" un settore non si depenna il reato di abuso edilizio, legalizzandolo!
Ripeto:
-il restauro
-il riuso degli edifici
-l'edilizia pubblica
Sarebbero le risposte più adeguate, considerata la crisi.
Invece, per i ceti meno abbienti, le case popolari non servono ed ecco tagliati i fondi per costruirle.
Dunque i benefici a chi verranno?
Legalizziamo gli abusi, vendiamo le proprietà demaniali per finanziare le missioni di pace, secondo il Ministro della Difesa!
Che belle idee!
Spegnere la televisione è una provocazione: in televisione la realtà del nostro Paese va raramente in onda, se non quando è strumentalizzata.
Le mazzette da dare, per ottenere le autorizzazioni in sub-delega, dove non si potrebbe, si dovranno dare...vedrete...
Ma in che Paese viviamo?
Ah già, dimenticavo, in Italia.

Federico Curatola ed Andrea Lezzi.

venerdì 6 marzo 2009

QUARESIMA 2009: "DIGIUNO" DA SMS ED INTERNET.


Si susseguono gli appelli di vescovi e preti ad astenersi da Sms e Internet.
Ma non possono che cadere nel vuoto.
I quotidiani e i settimanali di questi primi giorni di Quaresima, soprattutto quelli laici, danno spazio in maniera impressionante agli appelli di alcuni vescovi perché i fedeli si astengano dall'uso degli Sms, di Internet, degli Ipod, della televisione.
Sono appelli che accompagnano e, in parte, sostituiscono al tradizionale invito cattolico ad astenersi dalle carni, soprattutto il venerdì, che in tempi più recenti era diventato un invito a ridurre il consumo di Tv, invito che non sembra aver raccolto molti consensi negli anni passati.
Non inviare Sms (o per lo meno non inviarne troppi), navigare di meno in Rete, affacciarsi di meno su Facebook e su YouTube?

Per la stampa sembrano inviti curiosi, a metà tra l'esigenza doverosa di risparmiare in tempi di crisi e un impossibile ritorno a un medioevo tecnologico che potrebbe essere facile da rinfacciare alla Chiesa (oltre a tante cose).
Il problema è che ridurre l'invio di Sms o la navigazione in Rete può sembrare soprattutto ai più giovani un inutile e assurdo sacrificio, un isolamento e una scomparsa rispetto a una rete di relazioni, reali e virtuali, che possono significare solo solitudine e noia, o perfino individualismo egoista.
Molti laici, anche lontani dalla Chiesa (per esempio Furio Colombo o Umberto Eco) non disprezzano la funzione educativa di questi appelli: una riduzione sia pure temporanea dell'uso delle tecnolgie comunicative potrebbe favorire il ritorno a prassi antiche quanto indispensabili che rischiano di scomparire e con esse la nostra stessa civiltà, tipo la lettura, la riflessione, l'immaginazione, il silenzio, la comunicazione faccia a faccia.

In fondo, dove non riescono più genitori e insegnanti, perché non affidarsi a vescovi e suore?
Indubbiamente queste preoccupazioni hanno un fondamento reale e l'invito dei vescovi può avere una sua valenza - anche a prescindere dalla fede - nel senso di stabilire una distanza e di evitare una dipendenza da mezzi che devono rimanere tali e mai diventare fini.
Questo però non ha niente a che fare con il digiuno cristianamente inteso, che ha senso infatti solo rispetto a Gesù Cristo: se non si crede in lui, se non si ha voglia di pregarlo, perché privarsi di Sms e iPod, di Facebook e di YouTube?
Verrebbe da suggerire sommessamente a vescovi e preti di occuparsi più di annunciare il Vangelo di Gesù (che è il loro mestiere) piuttosto che predicare digiuni tecnologici.

Il resto verrà da sè.


ZEUS-News

venerdì 20 febbraio 2009

ACCOLTA LA PROPOSTA DEL SIG. LEONIDA: ECCO IL TOTOCANDIDATI


Così come aveva proposto un nostro cortese Lettore, abbiamo proposto qui di fianco una rosa di nomi tra cui potrete scegliere il candidato ideale che vorreste vedere nelle liste per le Elezioni Provinciali di Taranto della prossima primavera.
Per ogni gruppo politico abbiamo previsto alcuni nomi ed anche un campo ALTRO: ciascuno dei lettori che vota il sondaggio con "ALTRO", è invitato a completare l'operazione lasciando un commento al presente articolo in cui scriva per esempio: " Partito: Altro = Rossi Mario", sicchè la sua proposta possa essere inserita nel sondaggio nell'immediato.
Questo sondaggio non è stato concepito per gioco, ma per conoscere le volontà dei nostri lettori ed esprimere nomi di concittadini stimati, sensibili e ritenuti capaci di aiutarci a migliorare lo stato delle cose e della politica del nostro territorio, nomi di persone che noi del Blog potremmo aver trascurato.
Desideriamo dare rappresentanza alla Vostra voce, inserire tra quelli presunti anche i vostri candidati... intanto votate pure e chissà che qualcuno non si faccia indietro, mentre qualcun'altro si fa avanti.
L'importante è che la persona "indicata con ALTRO e non prevista" sia suggerita con buon senso da parte degli Amici Lettori.
Stessa cosa dicasi per eventuali partiti rappresentati e non indicati da parte nostra: segnalateli nei commenti e noi li aggiungeremo al sondaggio.

giovedì 19 febbraio 2009

LA MAGISTRATURA SULLA GIUNTA RESSA


Riportiamo un comunicato di F.I./PdL sulla questione "P.U.G. di Palagiano e POLITICI SOTTO PROCESSO":

Al di là degli aspetti di rilevanza penale, al vaglio della Magistratura, per i quali è doveroso attendere l'esito del processo, sul piano politico non può non sottolinearsi il fallimento dell'esperienza amministrativa a guida Ressa.
La scarsa trasparenza ed imparzialità che ha caratterizzato questi anni di governo palagianese, più volte sottolineate in Consiglio Comunale, e non solo, dagli esponenti dell'opposizione, in primis dagli esponenti del Gruppo Consiliare "verso il PDL", necessitano di una seria riflessione da parte di quanti hanno la responsabilità di guidare la nostra cittadina.
Già domani, presenteremo al Sindaco ed al Presidente del Consiglio Comunale, una richiesta di convocazione urgente del Consiglio Comunale per riferire sugli aspetti tecnico-amministrativi della questione.


Di Donatello Borracci.