Niente più bavagli!
“Chi tace e piega la testa muore ogni volta che lo fa. Chi parla e cammina a testa alta muore una volta sola”. (Giovanni Falcone)
Un' Altra Voce per PALAGIANO e non SOLO's Fan Box
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venerdì 18 luglio 2008
Consiglio Comunale all'aperto: la parola ai cittadini.
giovedì 3 luglio 2008
CECILIA CI SCRIVE:
ADOTTATE ROBERTO!
CIAO A TUTTI!
E' il cagnolone che si appisola davanti la porta del nostro bar e che purtroppo non capisce che quella non è per lui la "casa" adatta.
NUOVA OPPORTUNITA' PER GLI UTENTI.
mercoledì 28 maggio 2008
Se siamo tutti buoni, belli e profumati..... Uniamoci, no?
Salve gente. Da indiscrezioni che corrono lungo le corte vie del paese, pare che la nostra attuale maggioranza, voglia aprire le porte per favorire l’ingresso del gruppo consigliare dell’UDC e dell’ARCA …….
Che cosa sarà mai successo di cosi stravolgente, tanto da giustificare una simile manovra?
Spero non sia il risultato ottenuto dalla recente proiezione cinematografica del film su ALDO MORO!!!
Pare quasi incomprensibile, infatti, il motivo che ha spinto l’attuale gruppo di maggioranza, ha vagliare una simile decisione, infatti, se ben ricordo, l’attuale legge elettorale fu concepita proprio per eliminare un punto debole rappresentato dagli accordi tra partiti, che puntualmente, ogni qual volta “non g spartavn suuz”, “buttavano a terra l’amministrazione”. Come mai oggi si ritorna a rievocare quel modus operandi.
Ce ne sarebbero tante di maldicenze in giro, ma noi gente seria, questa volta gradiremmo davvero che qualcuno interno a questa manovra, venisse a spiegarci quali siano stati i presupposti per giungere a una simile decisione che francamente, in caso contrario, resterà molto oscura.
Tanto per giustificare una simile incomprensione, si ricorda che esattamente un anno fa:
Adesso è cambiato qualcosa? Questa gente è cambiata o quel che si pensava su questa gente era sbagliato? Vero è che un primo cambiamento vi è stato per uno dei più avversi nemici, che Rocco Ressa ha incontrato sul piano dell’offesa personale, un candidato dalla di cui bocca fuoriusciva fuoco e fiamme, un candidato che oggi siede, però, nella giunta di maggioranza. Per tanto secondo questa teoria I MIRACOLI ESISTONO E ANCHE LA RICONVERSIONE E’ DA ACCETTARE COME MIRACOLO.......
Adesso è cambiato qualcosa?Questi impegni elettorali saranno amalgamati in un unico programma o qualcuno si è reso conto che quel che proponeva qualcun altro era di maggior utilità per il cittadino?
In attesa che la cittadinanza conosca quel che il futuro ha in serbo per lei, auguro a voi tutti IN BOCCA AL LUPO….. Chi ha orecchie per intendere, intenda!
giovedì 8 maggio 2008
Il saluto di Un' Altra Verità
lunedì 14 aprile 2008
C’era una volta la Sinistra Italiana.
C’era una volta un movimento politico che interpretava le volontà di tutti coloro i quali pretendevano che in Italia vi fosse una sorta di uguaglianza civica capace di garantire al figlio dell’operaio di diventar dottore, così come recitava una nota canzone ……
Oggi quel movimento scompare.
Ma questo come va letto, come la mancanza di fiducia nella sinistra da parte di quagli operai lungimiranti e ben fiduciosi in quel futuro roseo per i propri figli?
O scompare perché non c’è più la necessita di “dover sperare” per far si che anche il figlio dell’operaio diventi dottore?
Addio glorioso movimento politico che tanto hai dato al nostro paese.
domenica 16 marzo 2008
I CANDIDATI DEL PSI PER LA PUGLIA A CAMERA E SENATO.
PUGLIA CAMERA
1 ROBERTO VILLETTI
2 LELLO DI GIOIA
3 ONOFRIO INTRONA
4 DONATO PELLEGRINO
5 GIUSEPPE ZURLO
6 LELLO BARBIERA
7 ROSSELLA FISCHIETTI
8 FRANCESCO PASTORE
9 GIANVITO MASTROLEO
10 LUIGI IORIO
11 MARIO ACCOTO
12 DONATO BACCARO
13 ANDREA BALDARI
14 ANGELO BENVENUTO
15 RAFFAELLA BIANCO
16 GIOVANNI CAMPANELLA
17 ANNIBALE CARELLI
18 MARIA CARUEZZO
19 CIRO CATANEO
20 CARMEN CENTRONE
21 ELISABETTA DE LORENZO
22 ASSUNTA DE MICHELE
23 ANTONIO FACCILONGO
24 VITTORIO FARELLA
25 RAFFAELE FINO
26 PIETRO FRANCO
27 ANDREA GRANDE
28 FEDERICO IUPPA
29 VINCENZO LORE'
30 NICOLA LUCARELLI
31 ERMANNO MACCHIA
32 FRANCESCO MAIORANO
33 VALTER MARANGIO
34 LEONARDO ANTONIO MARINO
35 ETTORE MASSARI
36 LUIGI MELISSANO
37 PIETRO MINCHILLO
38 GIOVANNI ORLANDINO
39 MARIO ORSINI
40 FRANCESCO PALLADINO
41 DANIELA SINDACO
42 FRANCESCO EDMONDO STOLFA
43 FRANCESCO TRISCIUZZI
44 MARIA ROSARIA MANIERI
SENATO PUGLIA
1 VITTORIO POTÌ
2 SIMONETTA LORUSSO
3 GIUSEPPE LONIGRO
4 LUCIO LICCHELLO
5 GIOVANNI MEMOLA
6 COSIMO DAMIANO CANNITO
7 FILIPPO DI LORENZO
8 LUIGI CALÒ
9 GAETANO ANTONELLI
10 ANNAMARIA BALDASSARRE
11 GIOVANNI CONTE
12 ROCCO DE ADESSIS
13 PIETRO DE ANGELIS
14 DONATO DE CAROLIS
15 ANTONIO LUIGI DE NICOLA
16 DOMENICO LATOSA
17 ROMUALDO CLAUDIO LEONE
18 TOMMASO LIOCE
19 FRANCESCO MUNDO
20 PAOLA SPOTI IN MOCELLIN
21 ROSA NICOLETTA TOMASONE
Ma il Vincenzo Lorè, candidato alla Camera, il nr.29 per intenderci, è lo stesso che per alcuni anni (tanti o pochi non lo sappiamo, così come non sappiamo a tutt'ora) è stato o è IL COLLABORATORE DELLA COOP ROSSUM-RESSAM DEMETRIA?
Question 2:
Ed il Conte Giovanni, candidato al Senato con la maglia nr. 11, è IL CALCIATORE PALAGIANESE PRESTATO ALLA ROMA DI RIVERA ED INTIMO AMICO DI SPARTACUS?
Giochin giochetto... scherzetto di 'mbà Rocchètto, che, con passo stretto, s'avvicina al "fioretto" dei socialisti del borghetto!
venerdì 7 marzo 2008
SPARTANO E LE SUE PERPLESSITA' SULLO SDI A PALAGIANO, IVI COMPRESE "CERTE" CANDIDATURE.
Vito Pesare annuncia la candidatura del sig. Giacomo Di Pietro per le prossime politiche, nelle fila dello SDI. “A ches d’sunatuur, no ng n voln srnet, Giacomo!”
Vito Pesare è una persona molto vicina al signor Di Pietro.
Questo è un chiaro tentativo del signor Di Pietro di sondare il terreno per una sua eventuale candidatura!
Se questa dichiarazione di Pesare non è uno scherzo da prete, possiamo anche eliminare il sondaggio da questo blog e sostituirlo con un’unica domanda, una domanda che ha dato la celebrità al sig. Cavallo:
MA CREDETE DAVVERO CHE LA GENTE SIA TUTTA COGLIONA?
Dopo solo alcuni mesi dal “divorzio” politico tra il Dott. Rocco Ressa Sindaco di Palagiano e il signor Giacomo Di Pietro ex assessore, cortesemente accompagnato all’uscio dall’intera amministrazione, nasce in questi la voglia di riscatto politico e soprattutto di rivincita personale, forse il male più grosso per la politica locale in questo delicato momento storico.
Come consumare questa vendetta?
Candidandosi alle politiche non per la voglia di fare realmente politica ma con il solo intento di ricordare al caro Sindaco, il peso dei suoi ultimi 337 voti, con l’illusione di poterli moltiplicare.
SERVE? CHE UTILITA’ NE TRARREBBE LA COMUNITA’ DA QUESTo INFANTILE DISPETTO? SI PUO’ PENSARE DI UTILIZZARE GLI ELETTORI COME FOSSERO PROIETTILI DA SPARARE AL NEMICO?
Mettere insieme un intero partito con l’intento di muovere guerra a Spartacus?
Questo è molto più spregevole di tutto quanto contestate all’intera amministrazione e al nostro caro Sindaco.
Se avete idee, proposte, linee politiche intese a migliorare la vita di questo paese, ora potete essere determinanti , dando una mano forte al nostro Spartacus, che si è ritrovato solo tra un branco di lupi.
Ora con il vostro peso potete mettere il Sindaco nelle condizioni di amministrare, così come lui vorrebbe, questo Comune.
Vorrei far suonare un campanello d’allarme per Don Chisciotte: Questo film, si è già visto all’interno del PDS prima e dei DS dopo.
Compagni che hanno speso una vita per perseguire gli ideali comunisti e comunque di sinistra, gente che ha lottato per consentire la sopravvivenza di un glorioso partito politico, compagni che prima di allora, hanno gestito con le regole democratiche proprie di un partito vero ed affiatato, la sezione locale, gente che prima di allora aveva sempre discusso democraticamente sulle varie problematiche del paese, si è vista scagliarsi addosso, un orso bruno pronto a sbranare (in alcuni casi anche materialmente) tutti coloro che la pensavano in un modo diverso dal suo, un modo che aveva come unico obbiettivo da raggiungere, la vittoria ad ogni costo.
Se il vostro movimento mira alla costruzione di una nuova classe dirigente che risollevi le sorti di questo paese, forse è il caso di riguardare la campagna acquisti!
Se invece state creando una sorgente di voti per il vostro candidato alle politiche, complimenti, avete scelto “u muuml just” che possa contenere tutti questi voti.
Credo, comunque, che se si mettesse da parte il protagonismo e si facessero convergere tutte le energie sul politico locale che più di tutti si è distinto per capacità, perspicacia, lungimiranza, doti organizzative, intelletto e altro ancora, se si lavorasse tutti per il Sindaco Ressa, forse Palagiano avrebbe finalmente un degno rappresentante che potrebbe risollevare le sorti di questo infossato comune, anche oltre il paese.
Con stima Spartano!
venerdì 29 febbraio 2008
PS: Covo di scontenti o movimvento di una sinistra ancora viva?
giovedì 28 febbraio 2008
UNA CHICCA ANCHE SULL’ITALIA DI MEZZO E IL SISTEMA-FOLLINI: IL GIOCO DELL’ ASSOPIGLIATUTTO.
mercoledì 27 febbraio 2008
BELLA RICONOSCENZA, DA PARTE DEL DITTATORE ROMANO, A CHI HA SPIANATO LA STRADA, CON CORAGGIO, AD UN AUSPICABILE RINNOVAMENTO POLITICO.
Il leader del Pd aveva già deciso per l'accordo. E ai suoi l'aveva spiegata così: «Innanzitutto dobbiamo evitare che Di Pietro vada con la Rosa Bianca, e anche nel caso in cui andasse da solo ricordiamoci che potrebbe attirare tutti i voti dei girotondini e dei sostenitori di Grillo e questo ci porterebbe via consensi».(...)
Veltroni ha chiesto al leader dell'Italia dei Valori di poter metter bocca sulle sue candidature. Ed è accaduto così che ancor prima dell'incontro al loft il nome di de Magistris, inserito tra le candidature possibili di Idv, venisse cancellato con una bella croce sopra.
Da Reset, Libere Voci della Società Civile.
VELTRONI NON VUOL SENTIR PARLARE DI DE MAGISTRIS E LANCIA UN DIKTAT A DI PIETRO: non candidarlo!
Veltroni a Di Pietro: molti non ti volevano, ho deciso io. Bindi, Parisi e Polito contrari. De Mita sarà escluso all'ultimo momento per evitare che passi alla Rosa Bianca. Quando si è presentato al loft per siglare l'accordo con il Pd, Antonio Di Pietro era pronto a fare un'altra concessione al Partito Democratico. Tra le sue carte c'era un bozzetto con il simbolo dell'Italia dei Valori e la scritta «per Veltroni». Ma non vi è stato bisogno nemmeno di fare quel passo. Il leader del Pd aveva già deciso per l'accordo. E ai suoi l'aveva spiegata così: «Innanzitutto dobbiamo evitare che Di Pietro vada con la Rosa Bianca, e anche nel caso in cui andasse da solo ricordiamoci che potrebbe attirare tutti i voti dei girotondini e dei sostenitori di Grillo e questo ci porterebbe via consensi». Ragionamento non tanto campato in aria perché tra i molti bozzetti che l'ex magistrato aveva fatto preparare ve ne era anche uno in cui figurava un'elegante rosa bianca. Le condizioni poste da Veltroni a Di Pietro sono state tre. La prima era stata già accettata: fare gruppo parlamentare comune nella prossima legislatura. La seconda anche. Veltroni ha chiesto al leader dell'Italia dei Valori di poter metter bocca sulle sue candidature. Ed è accaduto così che ancor prima dell'incontro al loft il nome di de Magistris, inserito tra le candidature possibili di Idv, venisse cancellato con una bella croce sopra. Terza condizione: poiché il Pd dovrà procedere a un certo rinnovamento, Di Pietro deve promettere che non metterà in lista i parlamentari del Partito Democratico fatti fuori, che non saranno pochi. Alla fine, per esempio, non verrà candidato l'ottantenne Ciriaco De Mita ma per bocciarlo si aspetta l'ultimo momento utile, onde evitare che passi armi, bagagli e voti irpini alla Rosa Bianca. Intesa siglata, dunque. Del resto anche il ministro delle Infrastrutture un suo interesse lo aveva: i sondaggi lo davano oscillante tra il 3,5 e il 4,5 per cento. Insomma, Di Pietro non aveva la matematica certezza di passare il quorum necessario a chi non si apparenta. Veltroni, nel colloquio con il leader dell'Italia dei Valori, è stato franco: «Guarda che una parte del Pd non ti voleva, ma siccome ogni decisione è stata delegata a me io ho stabilito di stringere questo accordo ». Accordo che non piace ad Arturo Parisi («è uno sbaglio»), a Rosy Bindi, a tanti prodiani, a una parte degli ex ppi, ma anche a un personaggio come il senatore Antonio Polito, che dice: «Sono contrario». Ma così è. Quello con Di Pietro è l'unico accordo che Veltroni ha intenzione di siglare. Ai radicali contropropone la vecchia offerta: tre posti nella lista del Pd, a Emma Bonino, Marco Cappato e a uno dei deputati uscenti. La maggior parte del gruppo parlamentare radicale non è insensibile a questa profferta e dicono che anche Bonino sia lusingata. Ma, come sempre avviene in quel partito, non si muove foglia che Pannella non voglia. E il carismatico leader non vuole. Almeno finora, perché Veltroni, Goffredo Bettini e Dario Franceschini non disperano in questi giorni di rendere più malleabile Pannella. Con i socialisti, invece, è guerra aperta. Non vogliono qualche strapuntino? Pazienza, si presentino da soli. «Tra l'altro vedrete che prima o poi qualche socialista verrà», è il convincimento di Veltroni. Ma Enrico Boselli ha intenzione di vendere cara la pelle: «Allearsi con il manettaro Di Pietro e non con noi riformisti? Il Pd vuole cancellarci». E i socialisti meditano già le possibili contromosse: «Ricordate — osserva Roberto Villetti — che questa primavera ci sono anche le amministrative e se noi decidessimo di andare da soli, il Pd perderebbe diverse giunte...».
Maria Teresa Meli 14 febbraio 2008.
PRIMA DEL VOTO, CONOSCERE BENE VELTRONI: UN'OCCASIONE IN PIU'.
Le accuse per il dirigente, contenute in un’interrogazione comunale presentata dall’allora diessino Lionello Cosentino e dal coordinatore della maggioranza Silvio Di Francia, e poi finite in un esposto, sono di peculato: Petroni avrebbe «sottratto» 45mila euro, utilizzando «impropriamente» una carta di credito, un cellulare e un’auto aziendali.
Petroni respinge gli addebiti, spiega che quei viaggi erano per lavoro, così come le telefonate e i tanti chilometri percorsi dall’auto aziendale.
Ricorda che quella cifra, 45mila euro, è «comprensiva» degli straordinari pagati agli autisti e delle spese di rappresentanza di 18 mesi di presidenza.
E presenta un «controesposto» in procura contro l’Ad di Trambus Filippo Allegra e gli assessori comunali al Bilancio e ai Trasporti, Marco Causi e Mario Di Carlo, chiedendo di «verificare se nel loro comportamento possano ravvisarsi pressioni per convincerlo a dimettersi».
Eppure, circa due settimane dopo, il primo luglio, Petroni finisce indagato per peculato.
Fabio Petroni ha cambiato lavoro e città, se n’è andato a Londra, ha messo sé stesso e le sue idee al servizio di una società di trasporti low-cost, la Terravision, che partendo proprio nel 2002 con la tratta Roma-Ciampino collega oggi molti aeroporti europei alle rispettive città: Vienna, Londra, Milano, Firenze, Dublino.
E qualche tempo fa Petroni, a Roma, ha battezzato la Fondazione europea contro gli abusi di potere, finanziata con il risarcimento ottenuto per un errore giudiziario.
Della vicenda di Trambus, anche in conferenza stampa Petroni ha preferito non parlare.
«Non vorrei commentare questo procedimento fino a che non sarà concluso», ha spiegato, spingendosi a ringraziare Veltroni per «avermi ignominiosamente rimosso, consentendomi di avere successo in Gran Bretagna», e limitandosi a ricordare che nel frattempo l’accusa di peculato è stata derubricata in appropriazione indebita.
L’ex numero uno di Trambus resiste insomma alla tentazione di togliersi il sassolino dalla scarpa, ma si concede un fugace riferimento all’«opacità» delle gare d’appalto nel settore trasporto a Roma, riscontrata anche dall’Antitrust.
In mancanza di altri riferimenti, basta un salto sul sito internet dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato per scoprire che, in effetti, a novembre scorso è stato aperto un provvedimento (il numero 14830) per «presunte distorsioni della concorrenza nel trasporto pubblico locale», relativamente a un bando di gara del Campidoglio per i servizi aggiuntivi di trasporto pubblico.
Un’appalto da quasi 190 milioni di euro, per il quale l’anno scorso l’unica domanda è stata presentata dalla stessa associazione temporanea d’imprese che aveva già vinto nel 2001.
Battendo, quella volta, anche Trambus, che presentò invano, per iniziativa del suo vecchio presidente, ricorso al Tar.
Sfogliando i dati del provvedimento dell’organismo presieduto da Antonio Catricalà, si scopre che l’Authority ha ritenuto gli elementi «suscettibili di configurare un’intesa restrittiva della concorrenza», e sufficienti per avviare un’istruttoria, che si concluderà entro il 31 dicembre prossimo: la guardia di finanza, peraltro, avrebbe già sequestrato la documentazione relativa alla nuova - e alla vecchia - gara d’appalto.”
M. Malpica, pubblicazione nr.49 del 27 febbraio 2008 de ilGiornale.it
lunedì 25 febbraio 2008
IL MISTERO DI PIETRO-VELTRONI
C’è chi si chiede se questo non sia il preludio di un ritorno al partito dei giudici.
E chi invece ne fa un problema di coerenza rispetto a quella che fino a giovedì sembrava l’ossessione di Walter Veltroni: partiti omogenei per maggioranze di governo solide.
Che vede sfumare la possibilità di varare alcune riforme con un consenso ampio.
Quella della giustizia, «a questo punto ha poche possibilità di riuscita», ha osservato ieri il Cavaliere, «molto stupito» per la scelta di Veltroni «di mettersi con il giustizialista Di Pietro che ha una storia drammatica e terribile alle spalle».
Tranchant la conclusione di Berlusconi: «Aveva detto che correva da solo, si è rimangiato la parola...».
Perché le critiche sono arrivate anche dall’interno.
E alle quali replica direttamente l’ex pm: «Veltroni può vincere e governare bene, senza pugnalate alle spalle».
Ieri ha spiegato che l’accordo è in funzione di un ingresso di Italia dei valori nel Pd; che la decisione era stata presa già da qualche tempo, ma che il tutto è stato bloccato da una «rottura traumatica».
Quindi la frattura tra Di Pietro e Mastella.
Ma i danni maggiori sono appena fuori dal recinto del Pd.
Tra gli alleati attuali e potenziali colleghi di maggioranza in futuro.
La sinistra arcobaleno è intervenuta al massimo livello, con Fausto Bertinotti che chiede al Pd di «giustificare» una scelta che gli appare «incomprensibile».
«Dopo aver tanto parlato di omogeneità programmatica - osserva il leader di Rifondazione comunista - posso ricordare che il Pd ha votato per l’indulto e Di Pietro contro? Mi pare una contraddizione - aggiunge il candidato premier dell’Arcobaleno - fra l’affermazione sulla omogeneità e i comportamenti tenuti in questa legislatura, non in un’altra, e non solo su questo punto dell’indulto».
Si tratta, per Bertinotti, di «un’alleanza che rende meno limpida la scelta di correre da solo che il Pd ha annunciato.
Qui c’è un ammiccamento al risultato elettorale a costo di qualche sacrificio della linearità». Insomma l’esatto opposto rispetto a quello che vorrebbe rappresentare Walter Veltroni.
«Non ci si può neppure dire che il Pd non fa alleanze perché ha appena contraddetto questa scelta», osserva lo stesso Boselli.
Anche Gavino Angius, ex esponente dei Ds approdato ai socialisti critica la scelta di includere Di Pietro. E dà ragione a Bertinotti sull’incoerenza mostrata da Veltroni.
E, sempre dallo stesso partito, Valdo Spini mette in dubbio il valore politico dell’operazione: «Si dice di no all’apparentamento con una forza di sinistra, riformista come il Partito Socialista, e si dice invece di sì all’apparentamento con una formazione politica, che tutto è fuorché di sinistra, come l’Italia dei valori di Antonio Di Pietro».
A.S. da ilGiornale.it
domenica 24 febbraio 2008
Politica: Arte di governare gli stati, Amministrazione della cosa Pubblica!!
In tutto questo marasma dei partiti, in una fase così confusa dove il Berlusca denuncia Veltroni di aver ricopiato il suo programma elettorale, in un contesto in cui non si capisce più il motivo per il quale i politici di sinistra tartassano gli operai mentre gli uomini di destra vogliono emanare leggi che vanno incontro alla detassazione dei redditi aggiunti quali straordinari, ICI etc. In una fase storica dove l'identità ideologica dei partiti pare ormai talmente superata che si guarda alla dottrina politica del partito, come a una fotografia ingiallita, che non può essere buttata solo perché carica di legami affettivi. In tutta questa odissea politica che sta vivendo la nostra bella ITALIA, esistono ancora partiti che sono baluardi delle ideologie e delle dottrine politiche, rispettivamente di destra e di sinistra? Esistono ancora dei modi di concepire la politica intesa come strumento per la realizzazione di programmi tesi a sviluppare un territorio secondo modelli di pensiero di destra o di sinistra? Spero di sbagliarmi! Ma IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO!
